Rubriche

Uno spazio di ricerca e analisi che segue la complessità dei temi indagati e ne mette in luce le implicazioni sociali e culturali. Ogni rubrica raccoglie voci o aspetti diversi, per leggere ciò che accade e cercare di restituirne le tendenze in atto.
Questa rubrica raccoglie esperienze in cui l’arte entra nei territori e ne modifica, con discrezione, le possibilità. I testi seguono processi che si costruiscono nel tempo, senza effetti immediati, e mostrano come le relazioni prendano forma dentro pratiche che restano, che lasciano tracce, che continuano a lavorare. La comunità emerge da qui, come esito fragile e concreto di questi percorsi, mai data una volta per tutte. L’arte agisce allora come una soglia, uno spazio in cui diventa possibile incontrarsi, riconoscersi, immaginare modi diversi di stare insieme. Gli articoli sono scritti da Alessandra Pioselli, storica dell’arte e curatrice che da anni osserva e accompagna le pratiche artistiche nello spazio pubblico, con un’attenzione particolare a quelle forme espressive che escono dai musei per attivare processi di cittadinanza e comunità.

Rubrica nata dalla collaborazione tra ALMARE e cheFare nell'ambito del bando Next Generation You 2023 (NGY) promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo è condividere criteri, modelli e prassi necessari alla sostenibilità di programmazioni ambiziose in contesti complessi e precari, focalizzandosi sulla relazione tra pratiche curatoriali, sostenibilità e modelli organizzativi. La rubrica è ideata e curata da ALMARE, organizzazione di base a Torino dedicata alle pratiche contemporanee che utilizzano il suono come mezzo espressivo. ALMARE opera tra musica, arti visive, ricerca e curatela, produce contenuti editoriali e sviluppa progetti educativi.

Bertram Niessen, direttore scientifico di cheFare, indaga i rapporti tra cultura, innovazione e trasformazioni urbane. Questa rubrica raccoglie articoli scritti nell’arco di quattordici anni, attraversati da una domanda che riguarda il modo in cui oggi il lavoro culturale prende forma dentro le tensioni tra istituzioni, dinamiche sociali e mutamenti della città. Ne emerge un glossario che legge la cultura e il territorio come infrastrutture vive, capaci di generare partecipazione, attivare azione collettiva e ridefinire gli spazi della convivenza e dell’alleanza.

Gli articoli di questa rubrica sono scritti da Chiara Faggiolani. Il suo sguardo si concentra su ciò che accade quando una biblioteca smette di essere soltanto un luogo di accesso ai libri e diventa uno spazio abitato, attraversato da relazioni e pratiche condivise. In questi testi la biblioteca prende la forma di un’infrastruttura culturale e sociale, capace di incidere sul benessere delle persone, sulla qualità della partecipazione e sulle possibilità di incontro. Ne emerge un’idea di biblioteca come presidio civico e come forma concreta di un welfare culturale che prende corpo nei luoghi e nelle relazioni. Chiara Faggiolani è professoressa associata alla Sapienza di Roma e figura centrale nella biblioteconomia contemporanea. Si occupa delle biblioteche come luoghi in cui si intrecciano comunità, politiche culturali e forme concrete di vita quotidiana. Dirige il Laboratorio di Biblioteconomia sociale e ricerca applicata, promuovendo il ruolo delle biblioteche come nodi strategici di coesione sociale.

Claudio Paolucci è professore associato di Semiotica e Filosofia del linguaggio all’Università di Bologna e vice coordinatore del Dottorato in Philosophy, Science, Cognition and Semiotics presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dello stesso ateneo. Il suo percorso si forma accanto a Umberto Eco, con cui si laurea, consegue il dottorato e collabora alla Scuola Superiore di Studi Umanistici. In questa rubrica i suoi testi si muovono tra interrogativi diversi, dalla comunicazione scientifica alla serialità televisiva, dalla pandemia ai linguaggi della politica contemporanea. Prendono così forma degli sguardi che seguono la costruzione delle interpretazioni collettive e mostrano come queste intervengano nel definire ciò che consideriamo reale.

Il percorso editoriale coinvolge studiosǝ che si sono occupate di città e, in particolare, di questione abitativa, mercato immobiliare, turismo e rendita. A partire da questi e altri temi, l’intento della serie è di mettere in luce le principali contraddizioni che caratterizzano lo sviluppo urbano, in Italia e oltre. Un percorso di articoli per approfondire i temi della questione abitativa, del mercato immobiliare, del turismo e della rendita. Uno sguardo plurale sulla città. cheFare ha raccolto e pubblicato una serie di importanti interventi realizzati ad opera di studiosǝ sui temi della città per continuare la riflessione sull'abitare contemporaneo. Il percorso editoriale coinvolge studiosǝ che si sono occupate di città e, in particolare, di questione abitativa, mercato immobiliare, turismo e rendita. A partire da questi e altri temi, l’intento di questa rubrica è di mettere in luce le principali contraddizioni che caratterizzano lo sviluppo urbano, in Italia e oltre.

Questa rubrica raccoglie gli scritti di Ezio Manzini, tra i principali riferimenti internazionali sul design per l’innovazione sociale. Fondatore del DESIS Network (Design for Social Innovation and Sustainability) e docente al Politecnico di Milano, da oltre vent’anni osserva e accompagna il modo in cui progetto, società e sostenibilità si intrecciano nelle pratiche quotidiane. Tra i suoi libri più rilevanti Design, When Everybody Designs (MIT Press, 2015) e Politiche del quotidiano (Edizioni di Comunità, collana cheFare, 2021). Nei suoi testi affiorano esperienze diffuse, comunità che si attivano, forme di collaborazione che prendono corpo tra cittadini e istituzioni. Il pubblico cambia consistenza e diventa uno spazio da abitare insieme, la partecipazione si declina in intensità diverse, i territori si rivelano come luoghi di prossimità e di possibilità. Quello che emerge è un racconto della trasformazione che cresce nel tempo, si radica nelle relazioni e trova forma nella capacità condivisa di immaginare e costruire mondi vivibili.


Gli articoli raccolti in questa rubrica esplorano i percorsi della progettazione culturale in contesti fragili, raccontando come partecipazione, comunità e istituzioni entrano in gioco nei processi di cambiamento socio-culturale. Gli aspetti metodologici e di processo vengono così messi alla prova con temi quali le disuguaglianze, la cura, la costruzione di comunità e restituiscono il modo in cui la cultura incide concretamente in questi ambiti. Un’idea di innovazione che cresce nei processi, si costruisce nelle relazioni e trova consistenza nella continuità delle pratiche condivise. Federica Vittori si occupa di empowerment di organizzazioni, progetti, persone e comunità attraverso attività di progettazione, formazione e consulenza. Lavora con cheFare dal 2015.

La rubrica esplora le trasformazioni dell’innovazione sociale come un campo in continuo movimento, dove si ridefiniscono pratiche, linguaggi e modi di costruire valore pubblico. L’attenzione si concentra sulle infrastrutture sociali, sui modelli di rigenerazione e sulle forme ibride del terzo settore, in cui economia, mutualismo e produzione di bene comune si intrecciano dando vita a nuovi assetti organizzativi e a nuove possibilità di azione nei territori. Flaviano Zandonai è sociologo e studioso di innovazione sociale, con particolare attenzione alle trasformazioni del welfare, alle organizzazioni del terzo settore e ai processi di ibridazione tra economia sociale e mercato.

Gli articoli raccolti in questa rubrica dedicata a François Jullien attraversano alcuni nuclei centrali del suo pensiero, mettendo in tensione categorie occidentali e prospettive elaborate a partire dal confronto con la cultura cinese. Ne emerge un percorso che indaga lo scarto, la trasformazione silenziosa, l’efficacia e la possibilità stessa di cominciare a osservare il mondo in modo più consapevole. François Jullien è filosofo e sinologo francese, noto per aver costruito un lavoro teorico sul confronto tra pensiero europeo e tradizione filosofica cinese, con particolare attenzione alle categorie del pensiero implicito, del processo e della trasformazione. Accanto ai testi dell’autore, la rubrica include anche articoli di commento e approfondimento che ne accompagnano e discutono i concetti.


In questa rubrica raccontiamo Game Ground, il festival nato a Bolzano nel 2021 per esplorare il videogioco come spazio culturale, creativo e sociale aperto a tutti: gamer esperti, neofiti, artisti, sviluppatori, educatori, curiosi. Gli articoli indagano il linguaggio e la pratica del videogioco, il suo impatto sulla società, il ruolo delle amministrazioni e delle associazioni nel costruire attraverso il gioco occasioni di incontro e sperimentazione.

Il bando Generazioni 2022, dal titolo “Eccentrici. Cucire relazioni fuori dal comune”, è organizzato dalle cooperative sociali Young Inside e Inside in collaborazione con Mercurio Società Cooperativa e con il sostegno delle Province autonome di Bolzano e Trento e della Regione autonoma Trentino – Alto Adige/Südtirol. Gli sponsor ufficiali sono Alperia e Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. Gli articoli raccolti in questa rubrica ruotano attorno al tema delle generazioni e osservano il modo in cui giovani, cultura e territori si incontrano nella costruzione di legami e possibilità di futuro. Il racconto si muove tra rassegne, bandi e progetti in formazione, dove la cultura diventa un terreno concreto di relazione e collaborazione tra soggetti diversi. In queste esperienze si intravede un lavoro che prova a ricucire fratture generazionali e territoriali attraverso pratiche condivise. L’azione culturale assume così la forma di uno spazio di accompagnamento, in cui idee emergenti trovano tempo e condizioni per crescere fino a diventare pratiche radicate nei contesti.




Negli ultimi decenni si è registrato un progressivo calo della presenza giovanile all’interno delle organizzazioni del Terzo Settore. Questo fenomeno sembra essere influenzato principalmente dall’invecchiamento generale della popolazione e dalla crescente diffusione di forme di volontariato informale, spesso legate a cause specifiche come l’ambiente e i diritti civili, e praticate al di fuori delle organizzazioni tradizionali.

Questa rubrica è nata dalla collaborazione tra Acri  Associazione delle Fondazioni di origine bancaria e cheFare per approfondire il tema della partecipazione giovanile e raccontare il premio GenP – giovani che partecipano dedicato alle organizzazioni del Terzo Settore che promuovono il protagonismo giovanile, coinvolgendo under 35 nei propri organi di amministrazione e nella progettazione e realizzazione delle proprie attività.

Il Gruppo Ippolita è un collettivo di ricerca militante che indaga le tecnologie contemporanee come dispositivi di potere. Il loro lavoro intreccia filosofia, attivismo e pratiche di intervento culturale e si concentra sulle forme di automazione che attraversano i corpi, i linguaggi e i processi di produzione del sapere, mettendone in luce le implicazioni politiche e sociali. Gli articoli raccolti in questa rubrica compongono una critica radicale delle dinamiche che regolano la comunicazione e l’organizzazione della conoscenza nel presente.

Questa rubrica affronta il rapporto con la tecnologia attraverso cinque temi: il mito dell'innovazione come destino inevitabile, la materialità nascosta del cloud e dei data center, l'impatto dei social sulla nostra psiche, le pratiche low-tech come forma di resistenza, l'arte di piegare le tecnologie ai nostri scopi. Un attraversamento delle tre ecologie - ambientale, psichica e sociale - per scrollarci di dosso il ruolo di utenti passivi e ricordarci che la volta celeste costruita dai miliardari della Silicon Valley è il prodotto di un processo politico, non una legge di natura. La rubrica accompagna un’omonima comunità di apprendimento, organizzata da Baltan Laboratories e REINCANTAMENTO con Arci Torino, tra febbraio e giugno 2026.

Quali saranno le conseguenze di lungo termine del conflitto tra Russia e Ucraina? Come si ridefiniranno gli equilibri politici interni alla Comunità Europea, nel quadro di mutati equilibri geopolitici globali? L’esplosione del conflitto ha rapidamente polarizzato il dibattito in tutti i paesi europei, consolidando opposte visioni degli eventi in corso. cheFare e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università di Bergamo hanno deciso di sviluppare, nel quadro di un progetto di Terza Missione, un percorso editoriale che intende interrogare il nostro tempo, analizzando le sfide sociali e culturali che la guerra pone al continente europeo e al suo futuro. Autrici e autori con diversa formazione ed estrazione culturale ragionano in questa rubrica di istituzioni comunitarie, di equilibri migratori, di geopolitica, di politiche energetiche, di crisi ambientale, di economia, di culture europee.


La Goccia (Green Opportunities to Clean-up Contaminants through an Interspecies Alliance) è una vasta ex area industriale nel nord-ovest di Milano, situata tra Bovisa e Villapizzone, oggi al centro di un intervento di bonifica e rigenerazione che mira a restituirla alla città come ambiente accessibile e naturale. In questa rubrica pubblichiamo gli articoli del blog curato da Ivan Carozzi e pubblicato sul sito del progetto. Un percorso che intreccia ricerca etnografica, pratiche artistiche e memorie situate, offrendo un racconto della trasformazione in corso e della Goccia come spazio di possibili forme di coesistenza e relazione tra esseri umani e ambiente.

Abbiamo chiesto ad autrici e autori – persone vicine al mondo di cheFare – di raccontarci le tre esperienze culturali che hanno profondamente modificato la loro esistenza. Una rubrica che nasce dal desiderio di esplorare i modi in cui la cultura incide sulla vita delle persone.

Un percorso editoriale dedicato al Museion Art Club di Bolzano, un incubatore e amplificatore che incoraggia interazioni tra il museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano e i protagonisti dell’attivismo urbano diffuso, offrendo spazio, visibilità e possibilità di fare rete. Gli articoli di questa rubrica raccontano il mondo delle organizzazioni para-istituzionali e il loro operato e sono approfondimenti dei temi dell’arte e della partecipazione sui territori.

Con la definitiva trasformazione dell'epidemia in pandemia il pensiero di molti è stato quello di intravvedere nel Covid-19 il cigno nero preconizzato dal filosofo e matematico di origine libanese Nassim Nicholas Taleb. In verità lo stesso Taleb ha smentito il paragone spiegando più volte le differenze che caratterizzano e distnguono il concetto di cigno nero. Ci è parso così utile indagare l'opera di Taleb proponendo – con la collaborazione della casa editrice Il Saggiatore – ai lettori alcuni estratti dalle sue opere che rappresentano un sostegno valido e sempre più necessario per orientarsi in un mondo che oggi ci vede reclusi dietro le nostre finestre, ma che domani ci chiama ad un'azione di necessario rinnovamento per le nostre società e per noi stessi.

Ogni mostra è un racconto che si costruisce per dissolversi. Dietro la meraviglia degli spazi espositivi, la cultura che si offre come esperienza rigenerante produce spesso sprechi, scarti, residui invisibili. Non Si Butta Via Niente è una rubrica che indaga le contraddizioni delle esposizioni — tra effimero e permanenza, innovazione e consumo — e propone una riflessione sulla necessità di una transizione ecologica del settore
In collaborazione con la casa editrice Ombre Corte, pubblichiamo una serie di estratti dei volumi della collana Etnografie, che raccoglie ricerche etnografiche costruite a partire dall’incontro con i contesti osservati, attraverso le relazioni, le pratiche e i conflitti che li caratterizzano. La collana Etnografie è un punto di riferimento per l'antropologia e la sociologia critiche in Italia: esplora le tensioni del contemporaneo — migrazioni, precarietà, spazi urbani e istituzioni totali — attraverso ricerche sul campo che coniugano rigore scientifico e impegno politico, privilegiando sguardi "dal basso" dando voce a soggetti marginalizzati.

Gli articoli raccolti in questa rubrica indagano come l’intelligenza artificiale trasformi linguaggi, pratiche artistiche e forme della conoscenza attraverso una riconfigurazione dell’estetica e della politica dei media, in cui l’IA si afferma come infrastruttura culturale capace di orientare esperienza, rappresentazione e processi decisionali. In questo contesto si inserisce “Oracoli. Saperi e pregiudizi ai tempi dell’Intelligenza Artificiale”, progetto ideato da Luca Sossella Editore insieme a Emilia Romagna Teatro Fondazione e Gruppo Unipol, che propone una serie di azioni dedicate all’impatto delle tecnologie intelligenti sull’esistenza contemporanea. Tra queste, un ciclo di lezioni-spettacolo a Bologna con esperti internazionali, orientato ad approfondire le principali questioni etiche, filosofiche, politiche, sociali ed economiche legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Gli articoli di questa rubrica sono una serie di estratti da volumi della collana Ecologia Politica di Orthotes Editricecasa editrice che si occupa prevalentemente di saggistica filosofica. La collana nasce dalla volontà di pensare la crisi ecologica in termini politico-filosofici: crisi della natura, quindi, come interna all’economia, alla società, alla politica. Ecologia politica indaga tutti quei conflitti che parlano una lingua diversa dalla crescita come obiettivo indiscutibile: i conflitti che investono i rapporti socio-ecologici e la resistenza alle strategie politiche neocoloniali di appropriazione e spoliazione, ma anche tutte quelle pratiche sociali che sperimentano forme di riappropriazione della ricchezza sociale e comune. Dalle resistenze contadine e bracciantili a quelle ispirate alle relazioni socio-ecologiche pensate all’interno del pensiero e delle pratiche decoloniali e femministe.

La rubrica attraversa le trasformazioni dell’innovazione sociale, della cooperazione e delle politiche urbane come campi in cui prendono forma nuove idee di valore pubblico e nuovi modi di organizzare la vita collettiva. Al centro emergono le tensioni tra impatto sociale e modelli economici, tra comunità e istituzioni, insieme ai processi attraverso cui si prova a cambiare i sistemi nel loro insieme e a costruire alleanze tra soggetti diversi. Paolo Venturi è docente, economista e direttore di AICCON. Il suo lavoro si concentra sull’economia sociale, sulle trasformazioni del welfare e sulle forme cooperative dello sviluppo territoriale.

Dal diritto del patrimonio culturale al diritto al patrimonio culturale: la Convenzione di Faro ha sancito una evoluzione (e una rivoluzione) di significato e prospettive che negli ultimi anni hanno investito il dibattito e le pratiche di definizione, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale. Questa rubrica è a cura della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Nell’ambito della ricerca “La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale. Politiche, pratiche ed esperienze” promossa e condotta dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali”, prosegue il racconto di alcune comunità di patrimonio presenti sul territorio italiano che hanno partecipato alla Mappa di Comunità promossa nell’ambito della ricerca.


Public! raccoglie contributi nati attorno al progetto promosso da Accademia Unidee e Fondazione Pistoletto. Negli articoli di questa rubrica, lo spazio pubblico è definito come infrastruttura culturale e politica insieme, attraversata da tensioni tra apertura e selezione, partecipazione e controllo, presenza fisica e mediazione algoritmica. In questa prospettiva, il pubblico si articola come insieme di pratiche, dispositivi e immaginari: dall’eco delle camere digitali alle forme di tribalizzazione simbolica, fino alle trasformazioni dello spazio urbano e istituzionale. Il pubblico non coincide con una totalità data, ma con configurazioni mobili di soggetti e relazioni che si formano attorno a ciò che viene riconosciuto come comune.

CasermArcheologica è un centro culturale a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, nato dalla rigenerazione dell’ex Caserma dei Carabinieri all’interno di Palazzo Muglioni. Il progetto coinvolge studenti, professionisti, istituzioni e realtà locali, con l'obiettivo di restituire alla città spazi oggi dedicati alle arti contemporanee e alla produzione culturale. In questo contesto si sviluppa QUASAR, progetto vincitore del bando Toscanacontemporanea 2020 promosso dal Centro Pecci e dalla Regione Toscana, che si configura come piattaforma di ricerca e produzione artistica radicata nel territorio della Valtiberina, capace di attivare processi culturali e sociali attraverso pratiche contemporanee. Negli articoli di questa rubrica vengono presentati alcuni dei lavori sviluppati all’interno di QUASAR come esito di questo processo condiviso.

Tiziano Bonini, professore associato all’Università di Siena, si occupa di media digitali, radio ed economia politica delle piattaforme. La sua ricerca si colloca nel campo dei media studies internazionali e si concentra sulle forme contemporanee di potere e resistenza che attraversano la comunicazione. Gli articoli raccolti in questa rubrica sviluppano una lettura critica della cultura dentro l’ecosistema delle piattaforme digitali, dove linguaggi, pratiche e forme di visibilità si ridefiniscono continuamente e contribuiscono a modellare il modo in cui oggi si produce e si condivide il senso del mondo. E’ autore di numerosi articoli, monografie e curatele. Il suo testo più recente è Algorithms of Resistance (Routledge, 2024, con E. Treré), dove analizza come i cittadini e i lavoratori della gig economy sfidano i poteri algoritmici.


Tribolazioni digitali è una rubrica dedicata a interrogare la sovranità digitale a partire dal Sudamerica, assumendo il Brasile come laboratorio politico, tecnologico e sociale. Il percorso intreccia interviste e analisi per mettere in relazione infrastrutture, dati, lavoro, software libero, movimenti popolari e politiche pubbliche, restituendo la densità conflittuale del digitale contemporaneo. Nel confronto tra visioni istituzionali e pratiche dal basso, tra critica economica, immaginari hacker e nuovi regimi di quantificazione, la sovranità digitale emerge come una posta in gioco storicamente situata, inscritta nei rapporti di potere e nelle possibilità di trasformazione collettiva.

Gli articoli raccolti in questa rubrica attraversano il rapporto tra corporeità, città e conflitto come chiave per leggere il presente: il confine come dispositivo politico, la violenza patriarcale come struttura culturale, la città come spazio attraversato da disuguaglianze, diritti e desideri. Ne emerge una riflessione sulle forme della convivenza, dove il conflitto assume un ruolo costitutivo nelle dinamiche sociali e culturali. Valeria Verdolini è sociologa e ricercatrice, il cui lavoro si concentra sulle trasformazioni urbane, sui dispositivi di sicurezza e sulle disuguaglianze sociali, con attenzione alle relazioni tra corpi, istituzioni e spazio pubblico. Il suo ultimo libro è “Abolire l’impossibile” (Add, 2026)


I social network sono diventati sempre di più un campo minato. Da una parte l'affordance algoritmica invita in modo crescente alla polarizzazione sociale, tra trolling diffuso e iper frammentazione delle identità. Dall'altra, si moltiplicano i contenuti generati da bot e intelligenze artificiali, rendendo alcune province dei social prevalentemente luoghi dove le macchine parlano con sé stesse. In questo contesto, si moltiplicano gli appelli alla disconnessione. Dei singoli, in cerca di spazi mentali e tempi di vita. E delle organizzazioni, che si interrogano sia sulla dimensione etica che sull'efficacia e l'impatto di strategie di comunicazione sempre più costose e sempre più effimere. In questa rubrica verranno proposti vari contributi sul tema della disconnessione. Riflessioni teoriche e analisi da tutti quegli ambiti che si occupano di media, società e tecnologia. Ma anche casi pratici di organizzazioni della cultura, del sociale e dell'informazione che hanno lasciato in parte o in tutto i canali social.

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