Martedì 13 ottobre 2026
Il Dono di Taurasia
 
Un rituale di attraversamento urbano
Scritto da: Maurizio Cilli

Maurizio Cilli racconta IL DONO DI TAURASIA. Opera curata per la Comunità plurale nata con il progetto Fiumi di Culture. Domenica 18 ottobre 2026, ore 14:45. Partenza da Piazza Palazzo di Città. Partecipazione libera e gratuita.


Un rituale di attraversamento urbano che riunisce comunità di origine plurale che, in tre anni di lavoro, hanno costruito incontro dopo incontro un vocabolario comune fatto di gesti, suoni e pratiche condivise. Taurasia richiama la memoria profonda che precede la Torino di oggi. Evocarne il nome significa ricordare che la città è un corpo vivo, che accoglie e si trasforma attraverso chi la abita.

Il percorso partirà da Piazza Palazzo di Città e raggiungerà la Dora Riparia, dove un Dono collettivo sarà affidato al fiume. Un gesto costruito insieme da comunità, giovani, artisti e musicisti.

Il Dono di Taurasia è realizzato grazie al contributo del bando Politiche interculturali 2026 della Città di Torino, con la curatela di Maurizio Cilli e Yizhong Art e in collaborazione con MAO Museo d'Arte Orientale e COMBO.



Un’opera d’arte pubblica nata al culmine di tre anni di confronto con le associazioni di provenienza asiatica e nordafricana radicate a Torino. Un lungo processo nato dall’impegno di un tavolo di committenza nel quale ogni realtà si è rappresentata con la volontà di portare il proprio contributo alla città. Un fiume di persone camminerà verso la Dora per affidare all'acqua un’intenzione: guardare a Torino come a uno spazio plurale e in costante trasformazione. Un luogo in cui lingue, memorie e patrimoni differenti si mescolano e si ibridano, plasmando incessantemente nuove forme di espressione e appartenenza.

In questo tempo abbiamo ricevuto in custodia gesti e modalità espressive che altri hanno portato qui da lontano e che a volte tengono nascosti, perché costituiscono la parte più intima di sé. Tra il desiderio di queste comunità di essere viste e il loro bisogno di non esporsi troppo, abbiamo intrapreso in ascolto costante una strada stretta, consapevoli della complessità di questo delicato percorso artistico e dei rischi di auto-esotizzazione e appiattimento nelle forme più scontate del folklore.

Torino è post migrante: una città in cui le migrazioni non rappresentano soltanto un fenomeno legato all’arrivo, ma sono parte della sua storia, del suo presente e della sua identità. Le comunità che la abitano non sono semplicemente ospiti di una città già data, ma contribuiscono a trasformarla, a ridefinirne gli spazi, le relazioni e l’immaginario. Abbiamo conosciuto una ricchezza di significati che non immaginavamo, dentro una città che credevamo di conoscere, e ora la responsabilità di averli avuti tra le mani non ci lascia. Il nostro auspicio è che il 18 ottobre questo cammino collettivo sia il precipitato spontaneo di tutto questo. Una città si racconta anche attraverso chi la attraversa, la abita e la trasforma.


Partecipano attivamente: Associazione Culturale Filippina del Piemonte, AMECE, Associazione italocinese ZhiSong, Unione Induista di Torino Sanjivani, ANGI – Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese, Associazione Panafricando, Moschea Mohammed VI, Associazione Italo-Giapponese Sakura, Piemondo, LAKI, Casa Bonluxe, Onda di Forza, InMenteItaca, Yalla Mediterraneo, insieme a giovani, artisti e musicisti delle diverse comunità.

Al percorso progettuale hanno aderito: Volontariato Torino ETS, Associazione Volontari Mio MAO – ODV, Fondazione di Studi Storici Gaetano Salvemini ETS, Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS, Fondazione Giorgio Amendola ETS e Associazione Culturale Vera Nocentini ETS.

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