Giovedì 18 febbraio 2021
Uno sguardo al ruolo del Comitato Tecnico Scientifico
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Nature. Clicca il pulsante in basso per leggere il testo completo.
A marzo del 2020, un gruppo di 292 scienziati italiani scrisse una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra i firmatari c’erano i responsabili di alcuni dei più importanti centri italiani di ricerca biotecnologica e clinica, oltre a esperti in test molecolari, in virologia e in microbiologia. Proponevano un piano per potenziare le capacità diagnostiche in fatto di Covid-19 nel Paese, sfruttando il potenziale di centri di ricerca universitari e offrendo i propri laboratori e il proprio personale senza costi aggiuntivi.
All’epoca, l’Italia era alle prese con tassi di mortalità in rapida crescita e ospedali sotto pressione, nonostante un severo lockdown su scala nazionale. I pazienti sintomatici, per non parlare dei loro contatti, dovevano attendere diversi giorni per un tampone. Ma la richiesta rimase inascoltata. “Abbiamo ricevuto soltanto notizie informali da rappresentanti del governo, che sostenevano che la proposta era irrealizzabile», ricorda Andrea Graziani, professore al Dipartimento di Biotecnologie Molecolari all’Università di Torino e tra i promotori della lettera.
Altri contenuti correlati
Evento
ImmaginAzioni Le istituzioni come entità politiche e trasformative
Evento
ArtLab Novara Il ruolo della cultura nei processi di rigenerazione urbana
Articolo
L'Albergo dei poveri della Silicon Valley Il feudalesimo nel capitalismo
Articolo
Chi decide del lavoro? Giovani, organizzazioni e nuove forme di partecipazione
Evento
Liberare l’abitare
Articoli correlati
Articolo
Dov’è finito il nostro tempo?
Il lavoro culturale ai tempi dell’AI
Articolo
Superare la frammentazione
Bertram Niessen di cheFare a ArtLab Novara
Articolo
Come si ricostruisce un noi
Interventi di Telmo Pievani e Bertram Niessen
Articolo
Chi legittima il museo?
I numeri sul ruolo istituzionale dei musei italiani