Lavoro in crisi
La condizione del lavoro in Italia è critica. È critica per il potere d'acquisto: secondo l'OCSE i salari reali del 2026 sono inferiori del 6,1% rispetto al 2021.
È critica per la precarietà strutturale, tra part-time involontario, false partite IVA e contratti intermittenti non garantiti. È critica per l'emergere dei working poor: oltre 2,2 milioni di famiglie sono in povertà assoluta perché avere un impiego spesso non basta più. È critica perché è sempre più difficile trovare un senso al lavoro nella propria vita, e non solo per le nuove generazioni che per prime hanno posto la questione del "quitting". In questa rubrica, cheFare ospita alcune delle principali organizzazioni che in Italia negli ultimi anni hanno svolto ricerche e realizzato progetti sulle trasformazioni del lavoro: centri di ricerca, enti del terzo settore, organizzazioni per il mutualismo di base. Una serie di riflessioni su come cambia il lavoro nel mondo che cambia e su cosa possiamo per renderlo più giusto.
È critica per la precarietà strutturale, tra part-time involontario, false partite IVA e contratti intermittenti non garantiti. È critica per l'emergere dei working poor: oltre 2,2 milioni di famiglie sono in povertà assoluta perché avere un impiego spesso non basta più. È critica perché è sempre più difficile trovare un senso al lavoro nella propria vita, e non solo per le nuove generazioni che per prime hanno posto la questione del "quitting". In questa rubrica, cheFare ospita alcune delle principali organizzazioni che in Italia negli ultimi anni hanno svolto ricerche e realizzato progetti sulle trasformazioni del lavoro: centri di ricerca, enti del terzo settore, organizzazioni per il mutualismo di base. Una serie di riflessioni su come cambia il lavoro nel mondo che cambia e su cosa possiamo per renderlo più giusto.