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30 giugno 2016

Come cambia un bar se diventa teatro?

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Nella puntata precedente:

Riccardo: “Davide, tutto bene?”
Davide: (silenzio)
Riccardo: “Ci sei?”
Davide: (silenzio)
Sara: “Stai bene?”
Davide: “Ah, no scusatemi, è che stavo pensando a una cosa”
Laura: “Che cosa?”
Davide: “No, è che è assurdo che questo luogo sia lo stesso in cui facciamo spettacolo”
Riccardo: “In che senso?”
Davide: “Ora mi pare completamente diverso”

Come cambia un luogo nel momento in cui la sua funzione si trasforma completamente? Un bar rimane sempre un bar, o è la fruizione che si fa di quello spazio a definirlo? Domande simili sono state poste da numerosi artisti nel corso degli anni, che hanno indagato principalmente il modo in cui il tempo cambia le persone, nel tentativo di rispondere a una domanda: siamo sempre noi o siamo persone diverse?

teatro

tombon de san marc, romeo e giulietta, Giovedì 7 Aprile 2016

teatro

tombon de san marc, romeo e giulietta, Giovedì 7 Aprile 2016

Il fotografo Nicholas Nixon, nel 2015, ha esposto al MOMA di New York 40 scatti che raccontavano l’evoluzione fisica e caratteriale di 4 sorelle, immortalate sempre nella stessa posa, dal 1974 in poi. L’artista cinese Tian Juan ha avuto un’idea simile, riprendendo se stesso e il figlio (il regista 29enne Tian Li) ogni anno, dalla nascita a oggi, per raccontare l’evoluzione del rapporto tra i due, fino all’inevitabile ribaltamento: nella penultima foto è il figlio a tenere in braccio il padre, a simbolizzare il momento in cui è la nuova generazione a prendersi cura dei genitori. Nell’ultima foto, invece, compare la terza generazione: il figlio di Tian Li; il cerchio si chiude.

teatro

bar lambrate MM2, romeo e giulietta, venerdì 8 Aprile 2016

teatro

bar lambrate MM2, romeo e giulietta, venerdì 8 Aprile 2016

I progetti di questo tipo sono numerosi e hanno solleticato frequentemente la vena creativa di semplici amatori. Nella maggior parte dei casi, l’attenzione è tutta rivolta alle persone, ma il tempo, ovviamente, modifica anche i luoghi. Il fotografo Marco Crupi, per esempio, ha messo a confronto Messina in decenni diversi, sovrapponendo la città di oggi a quella della prima metà del Novecento. Il risultato ha un certo fascino.

Prendendo spunto da queste esperienze, il fotografo Massimo Volontè ha indagato assieme alla Tournée da Bar il modo in cui un luogo si trasforma a seconda della fruizione che se ne fa. Come cambia un bar se di colpo diventa teatro? Se viene invaso da attori e spettatori laddove prima c’erano solo pochi avventori? La sensazione è straniante, il luogo cambia radicalmente fino al punto da diventare irriconoscibile.

teatro

lido liquor bar, otello, venerdì 15 aprile 2016

teatro

lido liquor bar, otello, venerdì 15 aprile 2016

teatro

santeria social club, amleto, lunedì 18 aprile 2016

teatro

santeria social club, amleto, lunedì 18 aprile 2016

Eppure questo è il teatro, da sempre. Il “teatro ruvido” teorizzato da Peter Brook nel suo libro culto “Lo spazio vuoto” esplicita proprio questo aspetto: le esperienze teatrali più vitali di tutte le epoche sono avvenute al di fuori degli spazi ufficiali. Un teatro vicino alla gente, con un suo preciso linguaggio, forse più stilizzato ma che non per questo dev’essere considerato meno importante. Un teatro capace di provocare gioia e risate come odio e ribellione, ma che soprattutto coinvolge gli spettatori a un livello profondo, in grado di andare oltre eventuali incongruenze o ingenuità della pièce. Aspetti che si possono individuare anche nelle foto scattate durante le serate della Tournée da Bar da Massimo Volontè.

Ed è proprio in una di queste serate affollate che, al termine di una replica, un barista si è avvicinato a Davide per porgli una semplice domanda:

Barista: “Ma come fai?”
Davide: “Beh, studio la parte a memoria e poi me la gioco con il pubblico”
Barista: “No, intendevo: come fai a scegliere i bar dove fare lo spettacolo?”
Davide: “In effetti è un po’ complesso…”
Barista: “E poi metterli uno in fila all’altro, dev’essere un macello!”
Davide: “Guarda, se ti raccontassi la mia giornata di ieri non ci crederesti”.

To be continued


Immagini di Massimo Volonté

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