A Gagliano Aterno il sindaco Luca Santilli ha avviato una comunità energetica per finanziare servizi gratuiti e un progetto di ripopolamento (NEO). L'iniziativa, che ha attratto l’apertura di altri servizi come una storica libreria romana, è diventata un caso di studio su come la politica di prossimità possa generare un impatto replicabile.
Ci sono luoghi in Italia che sembrano condannati dalla storia (e da una certa narrazione) a sparire nel silenzio, inghiottiti dallo spopolamento che avanza come un’onda lenta ed inesorabile. Nel cuore della provincia de L’Aquila, nella Valle Subequana, Gagliano Aterno, con i suoi 222 abitanti arroccati a 650 metri sul livello del mare (con parti che salgono fino a quote maggiori sulle pendici del monte Sirente) potrebbe essere uno di questi. Tra il 1951 e il 2019, il Comune ha perso oltre il 78% della sua popolazione.
A colpire duramente la comunità è stato poi il terremoto del 2009. Essendo parte del cratere sismico, il borgo ha subito danni significativi al suo patrimonio abitativo e storico. Eppure qualcosa si è inceppato in questa traiettoria di declino. Qualcosa, o meglio qualcuno, ha scelto di cambiare la direzione del vento. Luca Santilli, sindaco rieletto nel 2026 con il 94,59% dei consensi, non usa mai la parola “emergenza” quando racconta il suo paese, ma utilizza invece termini come “laboratorio“, “percorso“, “costruire dal basso”. È una differenza semantica che rappresenta lo specchio di una visione politica e amministrativa precisa: non gestire il declino, ma invertirlo. Lavorando insieme, mattone dopo mattone, servizio dopo servizio.
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