Lunedì 22 giugno 2020
La lotta è FICA: la nuova campagna di Cheap per le strade di Bologna
Scritto da:
cheFare
Fonte:
FrizziFrizzi
Dal web
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su FrizziFrizzi.
Nei suoi sette anni di attività, uno dei grandi meriti di Cheap — progetto di arte pubblica fondato nel 2013, a Bologna, da sei donne agguerrite e intelligenti — è stato quello di rimettere continuamente in discussione il concetto stesso di public art. Laddove, in tutto il paese, le amministrazioni si sono spesso servite di questo strumento per colorare luoghi grigi e vuoti senza poi intervenire davvero per migliorare quartieri e borghi; laddove l’arte pubblica è stata usata come foglia di fico per occultare piani di gentrificazione dietro a termini più presentabili come rigenerazione o riqualificazione, Cheap ha scelto invece di non rinunciare mai all’aspetto sovversivo e alla carica sobillatrice che l’intervento artistico sugli spazi pubblici si porta dietro fin dalle origini.
Con una rara sensibilità nel tastare il polso al dibattito pubblico, la capacità di mettere bene a fuoco i temi più caldi, spigolosi e conflittuali, e l’ardente urgenza di inserirsi nel discorso attraverso il più effimero dei materiali — la carta — e il più temporaneo dei supporti — il manifesto —, Cheap in questi anni ha saputo regalare ai bolognesi campagne di affissione di grande impatto, ben visibili su alcune tra le più frequentate strade della città.
Un regalo senza prezzo, a mio parere, perché se un post ben fatto può raggiungere via social migliaia di persone, difficilmente questo uscirà da certe “bolle”. Su un manifesto, invece, ci sbatti il muso. Ce lo sbatti quando esci di casa, vai a fare la spesa, l’aperitivo, in palestra. È lì, dietro l’angolo, col suo carico di idee pronte a saltarti addosso e di domande che, se tutto va bene, almeno per un po’ andranno a scavare nel tuo cervello.
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