Dalle Valli di Lanzo al Monte Amiata, fino a Camini in Calabria: un progetto di ricerca dell’Istituto FIERI documenta come la presenza straniera contribuisca alla rinascita economica e sociale dei territori marginali. Con dati alla mano e senza retorica.
Cosa trattiene e cosa respinge le persone nei centri delle aree interne? Si può instaurare un rapporto virtuoso tra sviluppo locale e migrazioni? Sono le domande che hanno guidato un gruppo di ricercatori nell’estate del 2024, impegnati ad attraversare la penisola da Nord a Sud raccogliendo esperienze individuali e comunitarie, idee, proposte e domande. Le voci si sono incontrate in un’assemblea ideale, dando vita a un coro che si è levato dai territori per raggiungere l’Italia tutta.
È la storia che emerge dal progetto Svantaggi etnici e territoriali in tempi di crisi (SETT), realizzato da FIERI, l’istituto torinese di ricerca indipendente fondato da Giovanna Zincone, nel 2002, per proseguire l’eredità della Commissione per le politiche di integrazione degli immigrati. Finanziato dal Fondo per la ricerca in campo economico e sociale del Ministero dell’Università e della Ricerca, si è appena concluso, mettendo insieme i risultati dell’indagine sul campo, un documentario diretto da Andrea Fantino dal titolo Un paese da abitare e un volume di prossima pubblicazione per Radici Edizioni.
Le Valli di Lanzo in Piemonte, Montelaterone e il Monte Amiata in Toscana, Camini in Calabria: luoghi diversi, accomunati da una presenza migrante che sta ridefinendo il volto di questi territori.
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