Ambiti e connessioni dei servizi del CNCA per i minorenni
Da oltre quarant’anni le organizzazioni che aderiscono al Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA) sono impegnate in tutti i settori del disagio e dell’emarginazione, con l’intento di promuovere diritti di cittadinanza e benessere sociale. Oggi sono circa 260, tra cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, enti religiosi, ecc. presenti in quasi tutte le regioni d’Italia, le realtà che formano una rete associativa di enti del terzo settore organizzata e strutturata, fortemente connessa con i propri territori e con le istituzioni locali. La presenza in tante aree di vulnerabilità (dipendenze patologiche, migrazioni, disabilità, carcere, disagio abitativo e lavorativo, minorenni, ecc.) e, soprattutto, l’interconnessione tra pensiero e azione, in una logica di sistema è, forse, la caratteristica più interessante con ricadute utili non solo per il coordinamento e per le singole Organizzazioni, ma anche per azioni (servizi e interventi) nelle aree specifiche che non si chiudono in se stesse, ma pongono realmente al centro la persona nella sua globalità e complessità, favorendo la tutela dei diritti, la loro esigibilità e la crescita di relazioni e connessioni per l’autonomia e la capacità di autodeterminazione.
In questa cornice generale i servizi e gli interventi nell’Area Nuove Generazioni e Famiglie (NGF) sono stati oggetto di una ricerca, attraverso una rilevazione quanti-qualitativa, su conoscenza, comprensione e valorizzazione delle realtà di accoglienza del CNCA che si occupano di persone di minore età, genitori con figli e famiglia. L’obiettivo della ricerca, esplicitato nella lettera di invito alla compilazione dei questionari, è: conoscere, rendere evidente, saper dire, sostenere e motivare la qualità del sistema di accoglienza, accompagnamento e presa in carico gestito dalle Organizzazioni del CNCA a favore di minorenni e genitori con figli. La ricerca ha voluto tenere insieme tre dimensioni importanti, coerenti con la visione del CNCA: i Soggetti e gli Attori coinvolti dalle delicate questioni del settore; i Percorsi, gli Strumenti e i Processi che caratterizzano l’azione delle Organizzazioni del CNCA per l’infanzia, l’adolescenza e le famiglie; il sistema integrato di tutela e accoglienza, non tanto e non solo del CNCA, ma della collettività tutta per le persone che Alfredo Carlo Moro chiamava “cittadini in crescita”.
Un primo Questionario generale ha riguardato i servizi attivi destinati all’infanzia, all’adolescenza e alla famiglia, di cui si occupa questa parte del rapporto, mentre un secondo questionario, specifico, ha esplorato le caratteristiche dei servizi di accoglienza residenziale attivati dalle Organizzazioni del CNCA destinati alle persone di minore età e all’accoglienza di genitori-bambini.
Azioni nelle aree specifiche che non si chiudono in se stesse, ma pongono realmente al centro la persona nella sua globalità e complessità, favorendo la tutela dei diritti, la loro esigibilità e la crescita di relazioni per l’autonomia
Le Organizzazioni del CNCA impegnate per la tutela e l’accoglienza dei minorenni
Hanno risposto 101 organizzazioni che rappresentano non solo uno spaccato importante del sistema di interventi e servizi per le nuove generazioni in Italia, ma anche una quantità significativa per raccogliere informazioni ed elementi in grado di approfondire la conoscenza della rete, le caratteristiche e l’evoluzione delle azioni di tutela dei minorenni fragili. La natura giuridica prevalente delle organizzazioni del CNCA impegnate in questo settore è la Cooperativa Sociale, con i tre quarti delle Organizzazioni che si qualificano così. Valori attorno all’8% per le Organizzazioni di Volontariato e per le Fondazioni. Sono ben 14 le regioni italiane in cui operano le 101 Organizzazioni che hanno risposto al Questionario generale (Tabella 7) distribuiti prevalentemente in Lombardia (32) e poi Campania e Veneto (13). Un elemento utile a comprendere il ruolo che l’ambito e i servizi riferiti a minorenni e famiglie hanno nelle Organizzazioni del CNCA è leggere le caratteristiche dei rispondenti. Quasi il 40% di chi ha compilato il Questionario generale è il Responsabile di area/settore (probabilmente nel caso di organizzazioni più grandi e articolate; il Direttore Generale o figura amministrativa apicale (Dirigente), ha risposto per un altro 20% circa di casi, denotando ancora una strutturazione importante dell’organizzazione; un altro 20% dei rispondenti è costituito da un Membro del Consiglio di amministrazione (spesso il presidente/responsabile legale), forse appartenente principalmente ad organizzazioni piccole o meno suddivise in settori.
Questo ci fa presupporre che chi ha compilato il questionario abbia una visione d’insieme dell’organizzazione e una conoscenza approfondita dei servizi presi in considerazione, infatti, il 90% dei compilatori ha ruoli apicali e quindi garantisce una visione generale. Non solo hanno risposto al questionario prevalentemente persone che ricoprono ruoli importanti nelle Organizzazioni, ma che sono in questa collocazione da molti anni: sostanzialmente il 60% dei rispondenti sono in questo ruolo da almeno 6 anni e 44 su 100 da più di 10 anni. Indizi sul livello di stabilità delle Organizzazioni del CNCA possono emergere dalle risposte date alle domande sulle caratteristiche dei rispondenti. Il 45% di chi ha risposto lavora/collabora con l’Organizzazione Da oltre 20 anni; un altro 20% Da 16 a 20 anni e un altro 15% Da 11 a 15 anni. Solo il 20% è nell’Organizzazione da meno di 10 anni per cui, almeno a questi livelli apicali o dirigenziali, la dimensione dell’appartenenza sembra essere ben radicata. D’altra parte, anche a questi livelli, il CNCA non risulta essere una realtà di anziani, infatti, rispetto all’età di chi compila il 55% ha meno di 50 anni che è un dato importante, corroborato dal fatto che solo il 10% ha 60 o più anni. Il valore alto del numero di anni in cui, chi ha risposto al Questionario generale, collabora con il CNCA qualifica anche le risposte alla domanda sul Titolo di studio di chi compila: il 90% ha conseguito Laurea/Titolo universitario, il restante 10% ha Diploma di scuola superiore/Scuola secondaria II grado: persone con titoli di studio ed esperienza nel settore specifico.