Lunedì 24 novembre 2025
Se l’elefante partorisce un topolino
 
Tante risorse, ma pochi effetti
Fonte: La Voce
Dal web

Sono i paesi già più competitivi a beneficiare di più del Next Generation EU. Se non si comprendono gli effetti sulle dinamiche territoriali, insistere sul modello Pnrr può portare ad aggravare i divari già esistenti, abbandonando gli obiettivi di coesione.


La relazione sull’attuazione dei Pnrr

L’ultima relazione della Commissione europea sull’implementazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza che finanzia i Pnrr europei fornisce una stima degli impatti diretti, come l’aumento di produzione e occupazione nei settori che ricevono i fondi, e indiretti, come gli spillover in altri settori della catena del valore generati da una domanda aggiuntiva di beni intermedi e finali, con possibili ricadute che vanno oltre i confini nazionali. I dati sugli impatti sono stati ripresi in modo acritico e superficiale dai media e non solo (esempi sono qui, qui, qui e qui), che hanno parlato di un effetto di 200 miliardi del Pnrr sul Pil italiano. In realtà, la situazione non è così chiara e rosea e merita qualche riflessione. 


Per l’Italia tante risorse, ma pochi effetti sul Pil

Le differenze tra paesi sono significative. Da un lato, gli stati membri più integrati nel mercato unico e caratterizzati da un elevato livello di competitività sembrano beneficiare maggiormente, in relazione ai fondi ricevuti, in termini di impatti diretti e indiretti sulla crescita del Pil fino al 2030 (per esempio, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Austria). All’opposto, vi sono altri stati che nonostante la mole rilevante delle risorse ricevute registrano effetti relativamente modesti. Tra questi la Spagna e l’Italia, i due maggiori beneficiari di NgEU. 

Il nostro paese ha ricevuto circa 194 miliardi e si attende nel decennio un impatto totale di circa 189 miliardi, più o meno equivalente in valore assoluto al trasferimento, con un moltiplicatore anzi lievemente inferiore a 1. In altri termini, la componente degli investimenti del Pnrr genererebbe un effetto sul prodotto interno lordo meno che proporzionale alle risorse finanziarie allocate (peraltro, una delle ipotesi dello studio alla base della relazione europea è che ci sia piena implementazione di tutti i 27 Pnrr. Al contrario, per paesi come Germania e Francia, il Pil aggiuntivo derivante da effetti diretti e indiretti è sostanzialmente superiore alle risorse ricevute con il Pnrr. 



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