Giovedì 04 giugno 2026
BTTF Human Made Festival
 
Esiti trasformativi di una Direzione Artistica Partecipata
Scritto da: Giulia Storchi

BTTF Human Made Festival ogni anno rinasce, germoglia e sboccia come un giglio tra le crepe del cemento, ai margini della città di Milano.

È il quinto anno di fila che porta la voce e lo sguardo di una generazione a cavallo tra il termine degli studi e i primi passi incerti nel mondo del lavoro. La generazione under 35, a tratti Millennial a tratti Gen Z, a tratti un po’ persa e disorientata al pensiero del futuro.

Per quattro anni si sono alternate altrettante Direzioni Artistiche Partecipate, composte da ragazze e ragazzi dai 18 ai 35, che hanno maturato di volta in volta un’identità di urgenze e desideri, intessendo una rete di necessità individuali e collettive, trovando le parole per tradurre una visione di intenti nella curatela artistica del festival di giugno. L’avvicendamento di persone sempre nuove nutre BTTF Project di linfa e risorse, il percorso continua a esistere e resistere in una tensione costante tra la conservazione e la cura di ciò che è stato, e la permeabilità alle incognite non calcolabili di quel che sarà.

Welcome People of Earth! proclamano a gran voce due strane creature dal tono rosso magenta, contornate da un tratto luminoso che risalta per contrasto sui manifesti appesi in giro per Adriano: dal busto si diramano estremità molecolari proteiformi che ricordano un volatile antropomorfo dal becco aquilino e un essere anfibio dal cuore ancora in stato larvale. Gettano in alto le braccia per richiamare l’attenzione, simboli di un’alterità senza definizioni, somma di tutto quello che sulla Terra è generativo, trasformativo, intrinsecamente biologico.

Il programma di BTTF Human Made Festival 2026 è specchio della biodiversità, del ribaltamento di prospettiva, degli accostamenti inaspettati. Fin dalla Direzione Artistica Partecipata, che accoglie per la prima volta un gruppo di persone dai 21 ai 78 anni, uniti da un conflitto intergenerazionale che si scopre alleanza, e prima ancora prossimità. Si tratta di un esercizio di comunità dai continui assestamenti, interruzioni, fallimenti, ripartenze, perché il rapporto tra soggetti anagraficamente così distanti si sperimenta per lo più in contesti accademici e lavorativi, nei quali – nucleo familiare a parte – la relazione è spesso viziata da gerarchie di potere e dinamiche di subalternità strutturali. I bisogni sono diversi, le risorse a disposizione cambiano nel corso della vita, ma i desideri permangono, e la Direzione Artistica Partecipata di quest’anno ha solcato il terreno fertile di questa eterogeneità.

Ne è nato un palinsesto artistico rigoglioso, che da Quartiere Adriano per la prima volta si diffonde anche nei territori limitrofi, con la collaborazione di realtà locali e associazioni di zona.

Il programma di BTTF Human Made Festival 2026 è specchio della biodiversità, del ribaltamento di prospettiva, degli accostamenti inaspettati

Giovedì 11 giugno il festival si apre a Magnete Bistrot con Colazione a cura di Noemi Satta, Giulia Alonzo (TrovaFestival), Sara Carmagnola e Josephine Magliozzi (Ecate Cultura e Scip), nell’ambito di Closer, una rete informale che quest’anno ha unito quattro festival – LIFE Theatre Arts Media Festival di ZONA K, Up To You Festival di Qui e Ora, BTTF Human Made Festival di Ecate Cultura e Fuoritraccia Festival – che si riconoscono nella vicinanza come postura curatoriale e politica: una condizione attiva che riguarda la relazione tra arti performative, pubblici e territori. In questo appuntamento di Colazione, davanti a caffè e brioches, discutiamo insieme di cultura, intergenerazionalità, cura delle relazioni. Ospiti di questa Colazione sono Giacomo Zani (Mica Macho), Giulio Franchini (Arci Milano) e Tiziana Francesca Vaccaro (autrice di Tutto il tempo che rimane). Nel pomeriggio a Cascina San Paolo viene ospitato il laboratorio Moltitudini di Nina’s Drag Queens, tenuto da Ulisse Romanò e incentrato su un’indagine multiprospettica dell’identità. A seguire, l’inaugurazione ufficiale del festival dà il via al primo spettacolo del programma a Magnete: Letters from Chiran della compagnia Concreto Theatre. Un lavoro che, a partire dal racconto biografico di un giovane kamikaze durante la Seconda Guerra Mondiale, combina tradizione teatrale orientale e commedia dell’arte italiana, aprendo una riflessione sulla guerra, le responsabilità collettive che vengono messe in gioco e l’effettiva possibilità di libero arbitrio.

Venerdì 12 giugno Magnete ospita una replica matinée di Letters from Chiran, pensata per avvicinare e accogliere il giovanissimo pubblico di ragazze e ragazzi in età da scuola media e superiore, e spettatrici e spettatori pensionati. La rappresentazione è gratuita grazie al sostegno di SorrisoSospeso, un progetto di Fondazione Lab00 ETS in collaborazione con Terre des Hommes. Segue In scena!, un incontro post-spettacolo con la compagnia sull’accessibilità del linguaggio, a cura di Associazione Fedora e Associazione Ateatro, con la partecipazione di Giulia Alonzo (Ateatro), Clelia Di Pasquale (Ateatro e Fedora), Marta Maggioni (Fedora) Raffaele Izzo (Terre des Hommes), Francesco Laposanara (Fondazione Lab00), Tomoya Kawamura e Francesco Procopio (Concreto Theatre). Il pomeriggio è dedicato al convegno Sottosopra, a cura di Ecate Cultura e TrovaFestival: a Magnete Bistrot Francesca Della Santa (Connessioni Precarie), Alessia Cesana e Martina Ferlisi (Altreconomia) discutono dei cambiamenti a cui è andato incontro il mondo del lavoro nella società contemporanea, analizzando le complessità, mettendo in luce le contraddizioni, disegnando scenari e immaginari possibili, con la moderazione di Giulia Alonzo. La presentazione di Note a Margine (a cura di NAM, Ecate Cultura e TrovaFestival) – giornale culturale animato e cogestito da una redazione condivisa intergenerazionale e interculturale – chiude il programma speciale della giornata per lasciare spazio allo spettacolo Ahmen di Cromo Collettivo, a Magnete. Viene portata in scena la storia di un giovane ragazzo pakistano alle prese con la richiesta di ricongiungimento familiare con la moglie: l’iter burocratico infinito e logorante che si trova ad affrontare agli uffici immigrazione svela la violenza strutturale di un sistema respingente e volutamente incomprensibile.

Sabato 13 giugno il festival si trasforma in festa di quartiere diffusa tra Cascina San Paolo e Largo Bigatti. DOVE? è il titolo della manifestazione che vede la partecipazione di realtà culturali e sociali, sportive e imprenditoriali di Adriano, con il contributo del Municipio 2 del Comune di Milano. Una giornata intera di attività dedicate alle e agli abitanti del territorio, in cui si inserisce anche il laboratorio Redazione Pubblica Temporanea, a cura di NAM, Ecate Cultura e TrovaFestival: un evento partecipativo per sperimentare i processi di creazione e riflessione teorica condivisi che stanno alla base dell’attività e del funzionamento della redazione di Note a Margine. Nel pomeriggio seguono due repliche gratuite di Botanica Queer di Nina’s Drag Queens, una performance itinerante in cuffia per Adriano, inserita nel programma della Milano Green Week. A fare da guida è Demetra, una Drag Queen dalla veste e acconciatura floreale che accompagna il pubblico tra le vie, i sentieri e i prati vedi del quartiere alla scoperta della natura queer e profondamente rivoluzionaria della specie vegetale. Chiude la festa un dj set “cartomantico” in cui ricerca sonora e lettura dei tarocchi si intrecciano dando vita a un flusso magico e figurativo.

Domenica 14 giugno BTTF si sposta a Crescenzago, con Borderline Visible di Ant Hampton | Time Based Editions. A ospitare la performance è Assab One, un’ex-tipografia diventata ora spazio culturale non convenzionale. A ciascuna spettatrice e spettatore è consegnato un libro, che diventa mappa e strumento di orientamento per intraprendere il viaggio che descrive, nell’aria, una voce registrata. L’ascolto e la lettura diventano parte di un’esperienza collettiva che invita a dotare di nuovi significati la narrazione e la ricezione delle memorie e dei vissuti dell’autore. Upside Closing Party a cura di WHYNOT e con DJ Double D segna la fine del festival, attraverso l’attivazione di incursioni performative che spingono a osservare gli spazi da un’altra prospettiva, tra un brindisi di saluti e la musica elettronica del dj set.

Che forma prenderà BTTF l’anno prossimo rimane una domanda aperta, dagli esiti insondabili e potenzialmente sorprendenti. Se mai arriverà una risposta, sarà il segno che probabilmente si sarà spenta anche la sua generatività. La fiducia è depositata nella disponibilità all’ascolto, alla frattura, al cambiamento. E qualcosa di nuovo nascerà dai semi piantati dall’eredità di quest’anno.


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