Lo scrittore americano Terry Bisson ha inventato un tipo diverso di mito: un racconto breve intitolato Bears Discover Fire (Gli orsi scoprono il fuoco, 1990). In questa storia, i notiziari riferiscono che in tutto il Midwest e il Sud degli Stati Uniti gli orsi stanno accendendo fuochi. Invece di andare in letargo, progettano di passare l’inverno mantenendo vivi i loro fuochi sulle aiuole spartitraffico delle autostrade interstatali. Gli scienziati ipotizzano che l’innalzamento delle temperature invernali abbia modificato i cicli di letargo degli orsi, consentendo loro di ricordare le cose di anno in anno — compreso il fatto che quella scoperta l’avevano già fatta secoli prima. Quando il narratore si siede infine con gli orsi attorno al fuoco, nota che se la cavano piuttosto bene a mantenerlo acceso, anche se non hanno ancora capito quali siano i tipi di legna migliori da bruciare. «Sembrava che solo alcuni orsi sapessero usare il fuoco», scrive Bisson. «Ma non è così per ogni cosa?»
Questa versione alternativa del mito prometeico fu pubblicata per la prima volta su una rivista di fantascienza e fantasy. È “fantastica” perché sembra altamente improbabile: sicuramente solo gli esseri umani, e soltanto loro, sanno usare il fuoco e possiedono una cultura — o no?
Nei pochi decenni trascorsi dalla pubblicazione del racconto di Bisson, la nostra idea dell’eccezionalismo umano ha cominciato a sgretolarsi. I dati archeologici mostrano infatti che il confine tra ciò che tradizionalmente abbiamo considerato cultura umana e ciò che abbiamo attribuito all’istinto animale si sta facendo sempre più sfumato, mettendo in discussione le nostre concezioni di cultura e di storia. Lungi dall’essere roba da mito o fantascienza, le prove archeologiche suggeriscono che alcuni dei nostri antenati umani siano stati spinti a creare arte proprio grazie all’interazione con segni lasciati da altre specie (dagli orsi, in effetti). I primi esseri umani potrebbero anche aver tratto ispirazione per costruire strutture in legno osservando le dighe dei castori, e aver imparato a coltivare alcune specie vegetali prestando attenzione ai semi che germogliavano lungo i sentieri dei bisonti. In altre parole: arte, architettura e agricoltura non sono (solo) umane.
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