Lunedì 03 febbraio 2025
Arti e lotte a Venezia
 
Dal web

Nel luglio 1959 un ventiduenne Carmelo Bene, insieme all’amico Alberto Ruggiero, riesce a ottenere un incontro con Albert Camus. Lo scrittore era all’epoca, con Sartre e contro Sartre, l’intellettuale verosimilmente più influente d’Europa, insignito, due anni prima, del Nobel per la letteratura. Quell’estate si trovava a Venezia perché, alla Fenice, andava in scena un suo adattamento dei Demoni di Dostoevskij, di cui aveva curato anche la regia.

La passione per la scena, in Camus, era del resto tutt’altro che avventizia, e risaliva alla sua giovinezza d’attore e di fondatore del Théâtre du Travail, una formazione di teatro popolare e marxista, poi trasformata nel Théâtre de l’Équipe, ad Algeri, dopo la rottura di Camus con il Partito comunista francese.  André Malraux, divenuto ministro della Cultura in quello stesso 1959, gli avrebbe proposto di lì a poco la guida della Comédie-Française, esperienza che non ebbe principio perché Camus morì nel 1960 in un incidente d’auto.


Il Camus che Bene avvicina all’ingresso artisti della Fenice è dunque, oltre che un autore celeberrimo (“un mito, in assoluto lo scrittore più letto”, ricorderà Bene), anche un uomo di scena, con solide preferenze e idiosincrasie. Aveva sospeso, ad esempio, la concessione dei diritti del suo Caligola in seguito a una rappresentazione milanese che l’aveva particolarmente sconcertato. È Bene a ricordarne maliziosamente le circostanze...

Foto di 1MilliDollars su Unsplash

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