La diffusione dell’intelligenza artificiale (IA) ha dato origine a immaginari che invitano all’alienazione e alla mistificazione. In un momento in cui queste tecnologie sembrano consolidarsi, diventa opportuno tracciare una mappa delle loro connessioni con le attività umane e con i territori più-che-umani. Quale insieme di estrazioni, agenzie e risorse rende possibile conversare online con uno strumento capace di generare testi o ottenere immagini in pochi secondi?
01. Gli strumenti di IA generativa vengono impiegati per automatizzare compiti come la scrittura o la produzione di immagini. Tale automatizzazione non si realizza programmando in modo diretto i passaggi da eseguire, ma attraverso l’uso di esempi. Se disponiamo di un numero sufficiente di esempi relativi a un determinato caso, possiamo elaborarli mediante reti statistiche che si configurano autonomamente analizzandone i pattern ricorrenti. Che si tratti di parole, pixel o frequenze sonore, è possibile ottenere un modello statistico analizzando e esplorando un insieme di dati di addestramento.
Si potrebbe dire che gli strumenti di IA generativa disassemblano il linguaggio — visivo o testuale — per ricomporlo sulla base del calcolo delle probabilità. Se fino a pochi anni fa questi strumenti venivano addestrati per produrre espressioni specifiche (l’immagine di un volto, un testo in un determinato stile), oggi superano tale concretezza, generando una molteplicità di tipologie e di stili di contenuto. Questa capacità di generalizzazione si fonda sull’elaborazione di insiemi di dati molto più ampi ed eterogenei, al fine di rispondere a qualsiasi tipo di richiesta.
Di conseguenza, la scala del cambiamento introdotto dall’IA generativa è stata tale da richiedere la nascita di nuove economie e un’accelerata dipendenza da ecosistemi interconnessi.