Un’intervista ai protagonisti delle due edizioni di CIVICITY – Pete Fung, Studio Method, Demo-practice e Ned Kaar – che esplora i loro approcci al co-design, i quartieri di Milano e la riprogettazione delle settimane del design.
In occasione della Milano Design Week 2026, torna CIVICITY – Redesigning Design Weeks, il progetto di co-design a lungo termine che indaga le sfide ecologiche, sociali e urbane generate dalle settimane del design.
Sviluppato dal Nieuwe Instituut di Rotterdam e dall’agenzia milanese di trasformazione culturale cheFare, in collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia e con la curatela di Collective Works, il programma riunisce ogni anno due studi di design olandesi – selezionati tramite open call – per partecipare a una residenza diffusa in diversi quartieri di Milano.
CIVICITY connette la Milano Design Week al suo contesto più ampio e tratta l’evento come un pretesto per un laboratorio a cielo aperto della durata di due mesi. Questo dispositivo esteso rende osservabili sia il “prima” sia il “dopo” e permette di comprendere ciò che rende possibile una tale manifestazione: il contesto, le connessioni e le persone che la plasmano.
I designer entrano in relazione con dinamiche già attive – relazioni, dialoghi, tensioni – e, attraverso la loro pratica, sviluppano da un lato un caso di riferimento capace di orientare futuri approcci ai grandi eventi, dall’altro risposte situate, calibrate su comunità e quartieri specifici. Il lavoro si concentra sui processi più che sugli esiti, mantenendo un’apertura che consente alle progettualità di restare aderenti e reattive al tessuto sociale in cui prendono forma.