Le infinite sfaccettature dell’intimità umana vengono da secoli compresse nei confini della coppia monogama. Certo, le alternative non mancano, eppure sono spesso rese invisibili, private dell’attenzione che ogni esperienza umana merita. È proprio a partire da questa consapevolezza che Jessica Fern articola le riflessioni, le analisi e i consigli di Polisicure: libro imprescindibile per chiunque voglia anche solo esplorare la non monogamia etica, nella sua dimensione affettiva, politica e sociale.
Pubblichiamo un estratto da libro Polisicure. Etica, teoria e pratica delle relazioni non monogame di Jessica Fern, edito da Timeo. Ringraziamo l'editore e l'autrice per la gentile concessione.
Le relazioni romantiche nella società occidentale sono ancora piene di prescrizioni e restrizioni che inibiscono qualsiasi espressione non tradizionale dell’amore, e molte persone come me ne hanno sofferto. Ora che progressivamente il paesaggio dell’amore romantico continua a espandersi e la monogamia non è più l’unica strada percorribile, le nostre nozioni, così come i modelli che applichiamo all’amore e alle relazioni, devono evolversi di pari passo per abbracciare strutture relazionali che esulano dalla normatività monogama.
La teoria dell’attaccamento costituisce una cornice importantissima – addirittura rivoluzionaria – per comprendere il bisogno biologico e psicologico di sentirci legati alle altre persone in modo sicuro, e per capire fino a che punto le fratture nell’attaccamento possono crearci difficoltà nel dare e ricevere l’amore che desideriamo così tanto. Praticamente tutte le ricerche dimostrano che avere cognizione dei diversi stili di attaccamento e utilizzare questa nuova consapevolezza per sviluppare dinamiche più sicure con il partner o la partner contribuisce in modo determinante a instaurare relazioni appaganti e durature. La teoria dell’attaccamento fu elaborata negli anni Sessanta dallo psicologo inglese John Bowlby,¹ ma negli ultimi anni il suo campo di applicazione – che prima si limitava alla sfera accademica e terapeutica – si è ampliato molto, diventando via via più popolare nel discorso pubblico che riguarda la crescita personale, la guarigione dal trauma, la genitorialità, le relazioni e il matrimonio.
Avere cognizione dei diversi stili di attaccamento e utilizzare questa nuova consapevolezza per sviluppare dinamiche più sicure con il partner o la partner contribuisce in modo determinante a instaurare relazioni appaganti
Molte delle persone che praticano la non monogamia etica (che spesso si autodefiniscono con orgoglio «nerd delle relazioni») si sono interessate alla teoria dell’attaccamento intesa come strumento per approfondire la loro conoscenza generale delle dinamiche relazionali. La teoria viene utilizzata più nello specifico per fornire sostegno alle persone non monogame e aiutarle a comprendere le nuove difficoltà e i nuovi pattern che emergono quando si hanno più partner. Oggi nella terapia di coppia la teoria dell’attaccamento è uno degli approcci più efficaci, supportato da innumerevoli ricerche, ma non è ancora ben chiaro come vada applicata alle relazioni non monogame. Naturalmente, la maggior parte delle risorse e dei consigli a disposizione su come costruire relazioni romantiche fondate su un attaccamento sicuro partono dal presupposto che si tratti di relazioni monogame. Che sia o meno intenzionale, queste risorse promuovono pratiche estremamente mononormative, e le persone non monogame spesso si ritrovano smarrite quando cercano aiuto per creare legami sicuri con più partner.
Molti anni fa ero in una relazione poliamorosa con un partner di nome Corey. All’epoca abitavo con mio marito e nostro figlio, mentre Corey viveva in una città vicina insieme alla sua partner primaria. A un certo punto Corey ammise di avere uno stile di attaccamento ansioso. Entrambi volevamo che la nostra fosse una relazione profonda basata sulla vicinanza emotiva, ma eravamo anche consapevoli che nel nostro caso abitare insieme e unire le famiglie non era una via percorribile, così iniziammo chiederci come fare per instaurare tra noi un rapporto più sicuro senza l’iniezione di sicurezza che deriva dal convivere, essere partner primari, condividere le finanze o avere dei figli insieme.
Cominciammo ad ascoltare l’audiolibro di uno dei migliori testi in circolazione sull’attaccamento, saltando impazienti al capitolo in cui si fornivano consigli pratici su cosa potessimo fare per costruire un attaccamento sicuro nella nostra relazione romantica.
Dato che io facevo parte di una minoranza in molti ambiti della vita, ero già abituata a dover reinterpretare le informazioni e i consigli, traducendo in automatico i soliti discorsi normativi presenti in quello che leggevo per raggranellare ogni briciola di conoscenza che potesse essere applicata alla mia vita. Corey, tuttavia, non era abituato a dover decodificare le cose. Interpretò quel capitolo in modo molto letterale e si sentì immediatamente scoraggiato, giungendo alla conclusione che, siccome più della metà dei suggerimenti proposti dal libro non erano attuabili nella nostra situazione, noi due non avremmo mai potuto raggiungere l’attaccamento sicuro. All’inizio restai spiazzata: a me invece quella parte del libro aveva dato speranza. Quando mi soffermai a chiedermi come mai avesse inteso in maniera così diversa lo stesso capitolo, mi resi conto che il mio ottimismo in realtà non derivava dalle parole incoraggianti dell’autrice, ma dal fatto che ero brava a estrarre rapidamente le informazioni utili e scartare quelle che non erano applicabili al nostro contesto non monogamo. Tuttavia anche la prospettiva di Corey fu per me illuminante, perché aveva ragione: se non potevamo fare la maggior parte delle attività suggerite, cosa ci restava?
La maggior parte delle risorse e dei consigli a disposizione su come costruire relazioni romantiche fondate su un attaccamento sicuro partono dal presupposto che si tratti di relazioni monogame
Più o meno nello stesso periodo molti dei miei pazienti non monogami iniziarono a manifestare lo stesso disagio. Proprio come me e Corey, desideravano un attaccamento sicuro con tutti i partner, ma quando leggevano testi sull’attaccamento si sentivano demoralizzati o addirittura patologizzati. Gli era completamente impossibile trovare nella mononormatività della letteratura sull’attaccamento qualcosa che parlasse di loro, dal momento che non erano nelle condizioni di mettere in pratica nessuno dei comportamenti che, stando agli esperti, erano necessari a sviluppare relazioni sicure. Nonostante io fossi in grado di tradurre, vagliare e riformulare quello che trovavo nei libri e nei programmi mainstream per applicarlo alle mie relazioni non monogame e a quelle dei miei pazienti, mi resi conto che non tutti – nemmeno persone intelligentissime come Corey o i miei pazienti – potevano o volevano fare altrettanto. E nemmeno erano tenuti a farlo, perché l’attaccamento sicuro non è una prerogativa esclusiva delle persone monogame. Quindi il comprensibile scoraggiamento di Corey e dei miei pazienti diventò per me una sfida professionale. Giurai a Corey che avrei stilato una lista di cose che noi potevamo fare per coltivare un attaccamento sicuro anche senza abitare insieme, essere esclusivi o essere i partner primari. Quella lista è poi diventata un talk che poi è diventato questo libro. Grazie, Corey! Grazie, pazienti!
Ci sono moltissime persone non monogame che hanno relazioni sane, sicure e amorevoli con più partner, e questo libro è il mio tentativo di eliminare la lente della monogamia dalle ricerche sull’attaccamento in modo da applicare tutta questa incredibile mole di conoscenza riguardo ai legami umani a contesti non monogami. Per quanto ne sappiamo io e i miei editor, questo è il primo libro che applica esplicitamente i principi della teoria dell’attaccamento alle relazioni non monogame.
Note
¹ John Bowlby, Attachment and Loss: Vol 1. Attachment, Basic Books 1969 (Attaccamento e perdita. vol. 1, Bollati Boringhieri 1999).