Mercoledì 01 aprile 2020
Un programma per la cultura dopo il Coronavirus
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cheFare
La difficilissima situazione che il paese in queste settimane sta vivendo in seguito al diffondersi dell’epidemia derivante dal virus COVID-19 ha, come è noto a tutti, costretto il governo ad adottare misure di contenimento del contagio molto restrittive che hanno provocato tra gli altri la chiusura di tutti i luoghi della cultura italiani mentre le agenzie educative pubbliche e private, in primis la scuola e l’università continuano ad operare esclusivamente on line, mettendo peraltro in evidenza il gap fra le famiglie dotate di dispositivi digitali e chi ne è sprovvisto e fra le aree servite dalla banda larga e quelle che non lo sono.
La situazione emergenziale che si è determinata, oltre ai pesanti rischi in termini sanitari, può provocare un serio tracollo di molti ambiti produttivi e in primo luogo di quelli che derivano i ricavi dalla frequenza di pubblico come le attività culturali.
Siamo ancora nel pieno dell’epidemia e dunque non abbiamo ancora elementi certi sulla durata e sull’impatto che questa emergenza sanitaria provocherà sulla nostra libertà di spostamento e sui consumi a livello internazionale ma possiamo sin da subito iniziare a ragionare sul fatto che questo evento avrà un effetto importante sulla capacità e sulla modalità dei cittadini di frequentare i luoghi della cultura e di fruire di contenuti culturali.
Musei, teatri, concerti, spettacoli, iniziative culturali sono messe a dura prova da questo fenomeno che sta investendo il mondo intero.
Lo scopo di questo documento è di provare a costruire una riflessione sugli strumenti utili per impedire che questa crisi possa provocare una desertificazione delle iniziative e dei soggetti culturali concorrendo così ad aggravare irrimediabilmente gli effetti del fenomeno epidemico sulla struttura sociale e culturale del nostro paese.
Siamo consapevoli che tale riflessione debba essere continuamente aggiornata e arricchita del contributo di quanti sono impegnati a diverso titolo nel settore culturale. Allo stesso tempo avvertiamo l’urgenza di avviare questa riflessione nel tentativo di sottoporre ai decisori politici già nei prossimi giorni un quadro delle possibili iniziative per sostenere il mondo della cultura.
In particolare riteniamo importante un piano di intervento a due velocità: azioni da attivare nel brevissimo periodo per evitare il dissolvimento di tanti soggetti che operano nel settore della cultura ed iniziative da avviare nel breve periodo per accelerare i processi di ripartenza post emergenza.
[1] b) soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, d) soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso; f) soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali; q) soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica; r) alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri, alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117. [2] Allegato D - Country Report Italy 2019. Including an In-Depth Review on the prevention and correction of macroeconomic imbalances, SWD(2019) 1011 final del 27 febbraio 2019
Gli interventi immediati
Il decreto Cura Italia (DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 -Misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 – pubblicato in GU n.70 del 17-3-2020) contiene una serie di provvedimenti che interessano il mondo delle Imprese Culturali. Noi riteniamo che in sede di conversione debbano essere previsti interventi ulteriori tesi a realizzare un sostegno più efficace alle Imprese Culturali che qui elenchiamo. Credito d’imposta Voucher L’art. 88 del decreto prevede che, se ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura, i soggetti acquirenti, in luogo del rimborso, possano godere di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione. Riteniamo che questa misura vada accompagnata con il riconoscimento di un credito d’imposta, analogo a quello dell’Art Bonus, per i soggetti che rinuncino al rimborso mediante voucher del titolo di accesso (compresi gli abbonamenti) per gli spettacoli e per l’ingresso nei luoghi della cultura. Si configurerebbe così una donazione del soggetto a favore dei musei, teatri, organizzazioni culturali a fronte della quale potrebbe godere di un vantaggio fiscale. La rinuncia al voucher eviterebbe di compromettere l’equilibrio finanziario ed economico di molte imprese culturali, pubbliche e private. Nuove convenzioni tra PA e Imprese Culturali L’art. 48 del decreto prevede che durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e durante la sospensione delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, le pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi, senza ricreare aggregazione, anche in deroga a eventuali clausole contrattuali, convenzionali, concessorie, adottando specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti. Le pubbliche amministrazioni sono autorizzate al pagamento ai gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo. Si propone di estendere questa disciplina a tutte le Imprese culturali, indipendentemente dalla forma giuridica, e alle Istituzioni culturali, per consentire in accordo con le Pubbliche Amministrazioni, le Scuole e le Università, di garantire sotto altra forma, le prestazioni, mediante erogazione di contenuti a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. In questi giorni molte istituzioni e organizzazioni culturali stanno compiendo uno sforzo per garantire, con modalità nuove, percorsi di fruizione del patrimonio culturale materiale ed immateriale. Le scuole, che hanno già attivato, mediante i Fondi Pon, progetti con esperti esterni o con organizzazioni non profit, potrebbero destinare tali fondi per garantire agli studenti le iniziative culturali soprattutto laddove tali iniziative e convenzioni erano già in corso. Analoga previsione andrebbe estesa a tutte le organizzazioni che si occupano di recupero della dispersione scolastica per consentire loro di poter continuare, con modalità concordate con le pubbliche amministrazioni, il percorso educativo nei confronti dei soggetti che presentano particolari difficoltà in ambito sociale. Alle istituzioni culturali, in particolare quelle museali, deve essere garantita inoltre la possibilità di mantenere in efficienza i luoghi da essi gestiti a partire dalla manutenzione del verde delle aree museali o archeologiche. Esonero del versamento dei contributi previdenziali L’art. 61 del decreto prevede la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria fino al 31 Maggio 2020 ad una serie di soggetti[1]. Questa misura potrebbe rivelarsi insufficiente considerando che, per continuare le attività di programmazione culturale, le organizzazioni, in queste settimane, dovranno continuare ad occupare stabilmente parte del personale, nonostante i ricavi siano sostanzialmente annullati. L’esigenza di continuare ad occupare personale e dunque l’impossibilità di ricorrere alla cassa integrazione per tutti i lavoratori, circostanza questa che paralizzerebbe le attività delle imprese culturali, si rende necessaria una misura che preveda l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un periodo almeno di dodici mesi, al fine di garantire l’occupazione ed un alleggerimento dei costi di natura previdenziale e assicurativi a carico delle Imprese culturali private. Misure a sostegno della liquidità Si chiede inoltre di estendere le misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario e le misure di sostegno finanziario alle imprese previste dagli art. 49 e 55 del decreto a tutti gli Enti del Terzo Settore operanti nel settore culturale e di attivare misure specifiche di sostegno alla liquidità mediante il Mediocredito Centrale con specifica garanzia a copertura dei finanziamenti per le Imprese Culturali, indipendentemente dalla forma giuridica attraverso la quale esse operano. Gli interventi di breve periodo Negli ultimi anni il dibattito sull’economia culturale è stato particolarmente vivace ed ha prodotto una serie importante di idee e strumenti utili per sostenere la crescita dei soggetti operanti nel mondo culturale e con essi il tessuto civile, economico e sociale del paese, tenendo conto che le Imprese Culturali offrono servizi e prodotti di forte rilevanza sociale. Riteniamo che vada sin da subito accelerato l’iter di approvazione legislativa di tali strumenti, già contenuti nella bozza del DL Turismo e Cultura. In particolare ci riferiamo ad:- Approvazione della disciplina delle Imprese culturali e creative
- Istituzione del Fondo per lo sviluppo delle attività culturali e creative
- Credito di imposta per le imprese culturali e creative
- Istituzione delle Zone Franche della cultura
- Uso di immobili pubblici per attività culturali e creative
- Incentivi fiscali per il settore cinematografico e audiovisivo
- Misure a sostegno delle imprese nel settore dell’editoria
- Fondo giovani per la cultura e reclutamento di funzionari archivisti
- Piano Stralcio Cultura e Turismo del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020: revisione del quadro degli investimenti già programmati a valere sulle risorse ordinarie, con particolare riferimento al “miliardo per la cultura” che, per la parte non spesa, può diventare un importante e fattivo strumento per il sostegno al settore, soprattutto se raccordato con la pianificazione nazionale e regionale, che ne costituisce la condizione abilitante, ridefinendo finalità, obiettivi e destinatari;
- PON Cultura e Sviluppo FESR 2014 – 2020 allargare le maglie e alleggerire i vincoli per consentire un accesso ampio ed effettivo alle opportunità dell’Asse II del Programma “incremento di attività economiche connesse alle dotazioni culturali per il sostegno alla competitività delle imprese del settore, inclusi i profili dell’economia civile e dell’impresa sociale”;
- Programmazione 2021 – 2027: incidere tempestivamente sul processo decisionale della politica di coesione, già avviato nel marzo dello scorso anno, in considerazione dei fabbisogni di investimento per il 2021-2027 alla luce dell’emergenza che investe il Paese , “per promuovere il patrimonio culturale e dare sostegno alle imprese nel settore culturale e creativo, con particolare attenzione ai sistemi di produzione locali e ai posti di lavoro radicati nel territorio, anche attraverso la cooperazione territoriale”[2], anche attraverso l’allargamento ad ambiti di policy diversi ed ulteriori rispetto alla PO 5 “Europa più vicina ai cittadini” nel quale il Regolamento Generale (CPR) colloca gli ambiti più esplicitamente vocati ad ospitare le scelte programmatiche in materia di cultura.
[1] b) soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, d) soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso; f) soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali; q) soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica; r) alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri, alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117. [2] Allegato D - Country Report Italy 2019. Including an In-Depth Review on the prevention and correction of macroeconomic imbalances, SWD(2019) 1011 final del 27 febbraio 2019
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