Giovedì 05 febbraio 2026
Partecipazione: Coinvolgimento e accessibilità
 

Frutto di una collaborazione tra la Fondazione Compagnia di San Paolo e cheFareParole di partecipazione attiva è una pubblicazione digitale che esplora concetti e pratiche della partecipazione attiva nei diversi settori della società, proponendo un glossario che ne esplora luci e ombre a partire da contributi pratici e teorici.


La pubblicazione si basa su un esteso percorso di ricerca partecipato – realizzato nel corso del 2023 – che ha coinvolto rappresentanti ed esperti di più di 70 soggetti, inclusi comuni, associazioni, atenei, centri di ricerca e formazione, istituzioni nazionali, organizzazioni di secondo livello e fondazioni di origine bancaria.


In parallelo ai lemmi curati da diversi autori, pubblichiamo le introduzioni a cura di Bertram Niessen. Questa serie affianca il percorso principale con uno sguardo complementare, capace di ampliare e precisare la costellazione concettuale della partecipazione attiva. Leggi il commento al lemma a cura di Catterina Seia.




"Bisogna far partecipare soprattutto chi non c’è”




Dal percorso è emerso in modo chiaro che la Partecipazione attiva è vista come un’opportunità per mettere a sistema le esperienze legate all’accessibilità sviluppate da attori collettivi e istituzioni nei decenni di lavoro. Esperienze variegate che – di volta in volta – hanno preso la forma di pratiche, percorsi, metodologie, competenze organizzative e progettuali, dispositivi amministrativi, forme di comunicazione. 


L’accessibilità è qui intesa in due accezioni, diverse e complementari. Prima di tutto, come “accessibilità fisica”: la possibilità per persone con ogni tipo di capacità motoria, neurologica e sensoriale di utilizzare in piena autonomia e sicurezza spazi e servizi. Questo non riguarda solo la dimensione materiale del superamento delle barriere fisiche d’accesso, ma anche la possibilità che i luoghi della cultura e del sociale possano essere attraversati, abitati e arricchiti da una molteplicità di corpi diversi ,caratterizzati da altrettante potenzialità e limiti. In secondo luogo, accessibilità è anche “accessibilità digitale”: la possibilità per ogni gruppo sociale di fruire in modo facile e immediato di contenuti digitali, senza essere limitati da competenze o strumentazioni inadeguate. Anche in questo caso, la domanda diffusa dei partecipanti è che gli spazi digitali siano sempre più arene pubbliche democratiche caratterizzate dalla molteplicità e dalla valorizzazione delle diversità. 


In quest’ottica, l’accessibilità è strettamente collegata al coinvolgimento di nuovi individui e gruppi all’interno dei percorsi di Partecipazione attiva. Il coinvolgimento è un elemento imprescindibile per uscire dall’autoreferenzialità che inevitabilmente nel tempo si sviluppa tra gli addetti ai lavori e che si può contrastare attraverso due linee di azione principali. Innescando meccanismi di divulgazione, che affrontino la complessità senza banalizzarla, e lavorando su territori – geografici o sociali – senza esperienze pregresse di partecipazione.




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