Estate 1977, Regno Unito: con Margaret Thatcher ancora lontana dal potere, il punk esplode. Band come i Damned, i Clash, i Sex Pistols e le Slits diventano i portavoce della ribellione giovanile: il grido di battaglia è “a riot of my own”. Club come il Roxy e l’Electric Ballroom danno forma e voce a questa rivoluzione, contribuendo a creare l’immaginario di un’intera città.
È un fuoco di paglia, un lampo: già nel 1978, la ribellione punk cede il passo a nuove sonorità. Nell’estate di quell’anno, quattro studenti dell’Università di Leeds, appassionati lettori di Gramsci e del panorama culturale marxista in voga, registrano il loro primo singolo, “Skank Bloc Bologna”. Con sonorità post-punk e accenni dub, il brano passa in gran parte inosservato, ma con esso gli Scritti Politti – questo il nome della band inglese – eleggono Bologna come esotica patria della militanza politica.
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