Mercoledì 15 febbraio 2023
Il bullismo femminile a scuola
 
Scritto da: cheFare
Dal web
La pandemia, il lockdown, la crisi economica, il vissuto di questi ultimi due anni hanno per sempre cambiato le esistenze di ognuno di noi. Niente è più come prima. Giovani e meno giovani hanno vissuto direttamente o indirettamente un dramma senza precedenti. Il biennio di COVID-19 ha comportato lutti, distanziamento fisico, disuguaglianze, sofferenze di ogni genere. Vite spezzate. Abbracci spezzati. L’economia in crisi. La distanza fisica. Il controllo sociale. I primi mesi di pandemia sono stati questo e altro. Scuole chiuse. Smart working e DAD. Difficoltà sistemiche nella riorganizzazione pratico-logistica della scuola, dell’università, della pubblica amministrazione, di interi settori produttivi e commerciali. Tutti ci siamo forzatamente riadattati a questa nuova realtà digitale e polverizzata. A pagare maggiormente le conseguenze di tutto ciò sono state le categorie sociali “tradizionalmente” escluse e messe ai margini: indigenti, anziani, migranti, disoccupati e appunto i giovani, le/gli studenti. L’impatto del COVID-19 sul benessere scolastico ed extra-scuola dei giovani L’ultimo rapporto ISTAT su benessere scolastico e pandemia delinea un quadro preoccupante. L’indagine, condotta lo scorso anno nelle scuole secondarie, mostra come il distanziamento fisico abbia causato un crollo della frequentazione di amici (-50,5% delle/i studenti) e un incremento del ricorso a chat e social (+69,5% delle/i studenti). Una quota non trascurabile di alunne/i ha segnalato un peggioramento della situazione economica delle famiglie (29,4%), in particolare tra le/gli studenti stranieri che hanno sofferto maggiormente delle disuguaglianze digitali o digital divide, specie in relazione alla didattica a distanza. Anche nella vita extra-scolastica si assiste a un netto divario tra italiani e stranieri. Viaggiare, uscire, frequentare cene, aperitivi e feste sono attività mancate molto più agli studenti italiani. Lo stesso vale per la pratica sportiva, rimarcando ulteriormente la già evidente esclusione sociale dei coetanei stranieri.
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