Mercoledì 18 febbraio 2026
Redesigning Design Week 2026
 
Selezionate le residenze per la nuova edizione di CIVICITY
Dal web

Nieuwe Instituut, cheFare e Collective Works hanno annunciato i designer selezionati per la residenza dell’edizione 2026 di CIVICITY – Redesigning Design Weeks. Demo–practice e Ned Kaar trascorreranno due mesi a Milano, dove svilupperanno interventi di design site-specific volti a esaminare criticamente le implicazioni ambientali, sociali e spaziali legate agli eventi urbani di grande scala. Questa edizione di Civicity è realizzata con il contributo di Fondazione di Comunità Milano



Demo–practice e Ned Kaar saranno parte di CIVICITY, il programma pluriennale di ricerca e residenze Redesigning Design Weeks che affronta la crescente rilevanza delle settimane del design come eventi culturali ed economici globali, esplorandone la sostenibilità e l’inclusività nei contesti urbani che le ospitano. Redesigning Design Weeks indaga come il design possa contribuire a creare città più sostenibili, inclusive e orientate al futuro, prendendo Milano come caso studio e luogo di collaborazione.


I designer selezionati, dopo aver partecipato alla residenza tramite open call nell’autunno 2025, trascorreranno due mesi a Milano collaborando con le comunità locali per sviluppare soluzioni di design capaci di affrontare criticamente le sfide ambientali, sociali e spaziali degli eventi di design urbano su larga scala. La loro ricerca sarà radicata in partnership con due organizzazioni locali: Barrio’s nel quartiere Barona e Fondazione Abitiamo nel distretto di Niguarda.

I risultati preliminari saranno presentati alla Milan Design Week 2026 insieme agli esiti finali dei residenti di CIVICITY 2025, Pete Fung e Studio-Method. Sulla base di questa ricerca, Demo–practice e Ned Kaar presenteranno i risultati delle loro residenze alla Milan Design Week 2027.



Demo–practice (Alessandra Pandolfi e Phoebe Hotopf)

Demo–practice è un collettivo di design sociale con sede nei Paesi Bassi, fondato da Alessandra Pandolfi e Phoebe Hotopf, accomunati dall’interesse per la vita civica intesa come sistema progettuale. Attraverso forme collaborative e partecipative di engagement comunitario, il collettivo esplora come comportamenti, tecnologie e strutture di governance influenzino i diritti collettivi e l’accesso agli spazi pubblici. Agendo come mediatori e facilitatori, co-creano strumenti e spazi che consentono alle comunità di articolare, negoziare e trasformare il proprio ambiente sociale. Considerando la partecipazione e l’interazione come atti intenzionali di design, Demo–practice rende leggibili sistemi complessi e svela i processi spesso invisibili che modellano la vita collettiva, concependo il design come un processo condiviso e partecipativo che sostiene le realtà sociali esistenti e apre spazi a nuovi immaginari.

Demo–practice (Alessandra Pandolfi and Phoebe Hotopf). Photo: David Arturo Hernández Mora

Ned Kaar

Ned Kaar è un designer irlandese con base nei Paesi Bassi, la cui pratica interdisciplinare spazia tra oggetti, installazioni, realizzazione di mostre e progetti collettivi. La sua ricerca esplora il valore nel design, le condizioni di lavoro freelance e il ruolo della manualità e dei materiali nei sistemi economici globali, con particolare interesse per le economie del dono come forme di reciprocità capaci di sfidare i modelli transazionali della produzione culturale e del design. Laureato al corso MA Contextual Design della Design Academy Eindhoven, dove attualmente coordina gli studenti e gestisce le residenze, Ned Kaar ha contribuito alle presentazioni dell’accademia alla Milan Design Week dal 2022. Nel 2025 ha curato la mostra Essential Interest to Dutch Culture a Eindhoven per la Dutch Design Week e pubblicato Gift as Surface con il collettivo Paskamer di Rotterdam.

Ned Kaar. Photo: Bruno Baietto

Commenti della giuria
Il bando ha raccolto numerose candidature di alto livello, tra cui molti italiani residenti nei Paesi Bassi o formati in istituti olandesi di design. Le motivazioni dei candidati rivelano una duplice prospettiva: un legame profondo con Milano e un’urgenza critica e orientata alla ricerca. Questa sensibilità, radicata nella tradizione del design olandese, mira a ripensare l’impatto della Milan Design Week sul tessuto sociale della città. La qualità delle candidature ha superato le aspettative della giuria, rendendo la selezione sfidante e stimolante.

Dieci candidati sono stati invitati a dei colloqui online, fornendo informazioni preziose sulle loro pratiche e sul potenziale contributo a CIVICITY. La lista dei candidati è stata poi sottoposta a una giuria composta da Collective Works, cheFare, il Nieuwe Instituut e Stefano Maffei, uno dei critical friends del programma.


Al di là della valutazione dei portfoli, la giuria ha privilegiato prospettive originali, ricercando un equilibrio significativo tra gli approcci dei designer e i contesti locali di intervento. Dopo un approfondito confronto, due candidature si sono distinte come le voci più idonee a guidare la residenza 2026, offrendo nuovi punti di vista capaci di sfidare lo status quo e influenzare il futuro del progetto.


Luoghi
Durante la residenza CIVICITY, i designer collaboreranno con due organizzazioni milanesi radicate nel proprio contesto e attive nel contrasto alle disuguaglianze sociali e spaziali.


Barrio’s in Piazza Donne Partigiane, quartiere Barona
Il Barrio’s è un centro socioculturale fondato nel 1997 che opera nella periferia Barona nella prevenzione della povertà educativa tra i giovani e promozione dell’inclusione sociale. Nei suoi spazi di piazza Donne Partigiane e del Cinema Teatro Edi offre programmi di doposcuola, laboratori, iniziative di arte pubblica, supporto psicologico e campi estivi. Come osserva il team: “Il vero valore del Barrio’s sta nella capacità di fungere da hub all’interno di una rete locale solida. Non ci limitiamo a occupare il quartiere; ne siamo parte integrante.”

Barrio's

Fondazione Abitiamo in via Cesari 6, Niguarda
Fondazione Abitiamo è un’organizzazione non-profit attiva nel Municipio 9 di Milano nel contrasto alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Il progetto si concentra sulle relazioni umane, sulla cura del quartiere e sull’uso consapevole degli spazi condivisi per trasformare il vivere quotidiano in un atto civico. Attraverso interventi di valorizzazione degli spazi comunitari, l’organizzazione favorisce connessioni tra persone, quartieri e città. L’area di Via Cesari 6 a Niguarda, oggi riqualificata come hub socioculturale, rafforza il tessuto sociale del quartiere, incarnando l’essenza di CIVICITY come progetto di trasformazione sociale.

Area di via Cesari

I curatori
Collective Works (Peter Zuiderwijk e Karin Mientjes), già curatore dell’edizione 2025, guiderà anche la residenza CIVICITY 2026. I partecipanti verranno accompagnati nel lavoro con le comunità milanesi, favorendo connessioni tra pratiche di design e bisogni locali e identificando opportunità di trasformazione urbana sostenibile. CIVICITY integra riflessione critica e azione concreta, concependo il design come uno strumento per stimolare dialogo, affrontare disuguaglianze strutturali e immaginare città più inclusive.


Redesigning Design Weeks
Le settimane del design sono diventate eventi chiave per designer, aziende e visitatori, momenti di incontro e scambio di idee e competenze. Tuttavia, contribuiscono sempre più all’inquinamento locale, all’aumento dei costi abitativi, alle disuguaglianze sociali e all’over-turism, rendendo il modello attuale insostenibile. In collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia e con cheFare, il Nieuwe Instituut ha lanciato il programma pluriennale di residenze Redesigning Design Weeks, invitando designer con sede nei Paesi Bassi a esaminare criticamente la sostenibilità delle settimane del design e a ripensarne le pratiche esistenti.

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