Mercoledì 03 giugno 2026
Social Forum dell’Abitare
 
Non c’è più tempo da perdere

A Roma, dal 4 al 6 giugno, si riconvoca il terzo Social Forum dell’Abitare nazionale. Prosegue così il percorso di partecipazione e mobilitazione del forum, con una nuova tappa nella capitale e la terza assemblea nazionale in presenza. Dopo il passaggio a Venezia, nel mese di aprile, durante un meeting molto partecipato dedicato agli affitti brevi turistici, all’accesso ai dati, alla proposta di costituire un osservatorio civico pubblico sulla precarietà abitativa e alla presentazione di un lavoro di consultazione popolare su un documento programmatico scritto a più mani e da convertire in legge, ora si entra nel vivo della consultazione.

Dal Quarticciolo a Piazza Vittorio, passando per Spin Time, attualmente sotto minaccia di sgombero, la rete italiana per il diritto alla casa converge su Roma per una tre giorni di dibattiti, seminari e momenti di raccordo tra ciò che accade nei quartieri e ciò che dovrebbe avvenire nelle istituzioni. L’obiettivo è sviluppare una proposta concreta capace di orientare la discussione politica sui temi dell’abitare, a partire dai bisogni reali delle persone e dalle istanze che emergono dal tessuto sociale del Paese, alle quali la politica continua a non offrire risposte adeguate.

Con questa intenzione il Social Forum parte dal Quarticciolo. Un quartiere intero in stato di agitazione, divenuto oggetto di politiche inefficaci e teatro di numerosi episodi di forte repressione, tra sgomberi e sfratti, soprattutto dopo l’approvazione del Decreto Caivano, con il quale l’esecutivo nazionale ha scelto la forza come principale strumento di intervento sul disagio abitativo. Gli abitanti, dal canto loro, insieme a una comunità solidale più ampia, hanno saputo rispondere colpo su colpo, opponendo resistenza e rigettando le pulsioni securitarie al mittente, per promuovere pratiche alternative di progettazione dal basso, cooperazione e aggregazione sociale, sportiva e culturale.

Per questa ragione il Quarticciolo è diventato un approdo naturale per la rete nazionale dell’abitare, un punto di partenza ideale per dare voce agli abitanti. Già nel 2025, a Napoli, il Social Forum dell’Abitare aveva scelto Scampia come luogo simbolico, all’indomani del crollo della Vela Rossa, aprendo un dialogo con il territorio, le associazioni e lo storico comitato degli inquilini.

Sempre a Napoli la rete nazionale aveva tentato una prima interlocuzione con le forze politiche di opposizione, avviando un confronto con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, che proprio un anno fa hanno presentato in Parlamento una propria proposta di legge sull’abitare.

L’obiettivo è sviluppare una proposta concreta capace di orientare la discussione politica sui temi dell’abitare, a partire dai bisogni reali delle persone e dalle istanze che emergono dal tessuto sociale del Paese

A distanza di un anno, sono partiti i lavori della consulta per armonizzare il testo insieme ai sindacati degli inquilini, con l’obiettivo di arrivare alla definizione di una proposta unitaria per il cosiddetto “campo largo”. Proprio per questo il Social Forum dell’Abitare ha deciso di cambiare passo e fare la propria parte, presentando un testo autonomo nato da un lavoro di consultazione territoriale. A Roma verrà lanciata una piattaforma digitale che consentirà a tutti di commentare e integrare la proposta, presentata pubblicamente proprio a Piazza Vittorio nell’ultima giornata del forum.

Il 5 giugno sarà invece il momento dei tavoli di lavoro e dei seminari a Spin Time. Come hanno insegnato le vicende degli sgomberi del Leoncavallo e del centro sociale Askatasuna, per il Social Forum dell’Abitare è diventato un imperativo proteggere tutti i presìdi sociali della città pubblica, compresi gli spazi abitativi e i centri culturali di quartiere, da considerare vere e proprie infrastrutture sociali al pari delle strade, dei marciapiedi, del verde pubblico, delle piscine, delle scuole, degli studentati universitari e delle case popolari.

Gli “affondi”, come vengono chiamati i momenti di approfondimento, riguarderanno le politiche pubbliche per la casa, i nuovi “king” della città (in pieno spirito No Kings), le discriminazioni e le disuguaglianze dell’abitare, oltre ai processi di turistificazione urbana. Durante la mattinata, sempre a Spin Time, sarà inoltre l’occasione per fare un bilancio dei primi tre anni della rete nazionale, tra battaglie, avanzamenti e trasformazioni del quadro politico italiano ed europeo.

Proprio a questo proposito, un elemento emerso con chiarezza dal voto del Parlamento europeo a Strasburgo sul Rapporto sull’Housing è la distanza tra le aspettative dei movimenti e le politiche effettivamente adottate. Il piano approvato appare infatti fortemente orientato alla criminalizzazione delle occupazioni, degli sfratti e degli sgomberi, oltre che all’incentivazione del mercato privato attraverso misure favorevoli agli operatori immobiliari per la costruzione di nuove abitazioni. Nella stessa direzione sembra muoversi l’annunciato Piano Casa del governo Meloni, interpretato come un segnale di indisponibilità da parte delle istituzioni ad affrontare nel merito la questione sociale del diritto alla casa e la complessità della crisi abitativa che interessa l’Italia e molti altri paesi europei.

Il terzo giorno, oltre a un momento musicale più leggero e distensivo, si tornerà a discutere della proposta di legge e dell’assemblea nazionale, cercando di definire strumenti e prospettive per la consultazione popolare nei diversi hub della rete del forum. La scelta di inaugurare questo percorso a Piazza Vittorio non è casuale: si tratta di uno spazio aperto alla città, simbolo di integrazione e cura dello spazio pubblico, dove le persone imparano a convivere nel rispetto reciproco e nella diversità, contribuendo alla costruzione e alla rigenerazione di comunità solidali. Fondamentale, in questo senso, sarà anche il coinvolgimento del polo civico del Municipio, per qualificare ulteriormente il confronto.

A Roma verrà lanciata una piattaforma digitale che consentirà a tutti di commentare e integrare la proposta, presentata pubblicamente proprio a Piazza Vittorio nell’ultima giornata del forum

Al termine dei tre giorni, come già avvenuto a Venezia, ci sarà una restituzione pubblica dei lavori e la compilazione della consueta agenda sociale condivisa, che accompagnerà la rete verso la prossima stagione di partecipazione e mobilitazione: la tappa di Genova nel prossimo autunno e, in direzione ostinata e contraria rispetto ai tempi difficili che attraversiamo, verso l’assemblea nazionale della primavera del 2027, prevista poco prima delle elezioni.

Il Social Forum dell’Abitare auspica che questa fase sia sempre più vivace, come dimostrano le grandi mobilitazioni per la Palestina e il recente esito della campagna referendaria, segni di una società che continua a cercare spazi di partecipazione e protagonismo.

Il movimento per il diritto alla casa, con tutte le sue sfumature, articolazioni e differenze, è oggi più vivo che mai. Se sono serviti più di tre anni per ricomporre alcuni pezzi, riaprire dialoghi interrotti e favorire convergenze e collaborazioni, molte connessioni sono ormai state ricostruite e consolidate. Di fronte alla portata del compito che ci attende collettivamente e alla gravità della situazione che le nuove generazioni precarie dovranno affrontare per difendere il proprio futuro senza arrivare a subirlo, non c’è più tempo da perdere, come recita il titolo stesso dell’iniziativa. E, in un modo o nell’altro, la direzione sembra ormai tracciata.

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